Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

22. DALETH

28/11/08

d. In ebraico: Daleth. Una semplice d. È il geroglifico dell’abbondanza, del nutrimento ben distribuito, e anche del suddividere, e del dividere: compito di capi e di ricchi, e lavoro di giudici. È anche il ramificarsi, il fluire in molte direzioni, come il Delta di un fiume.

D come dare. Shadday è uno dei Nomi di Dio, e significa «Provvidenza»: SH e D, «l’intelligenza nel donare, nel distribuire, e si ramifica ovunque», anche, naturalmente, dove non la si vede. E ricordate la puntata su ’ADAM? Lì, non avevo detto una cosa (per non correre troppo avanti): DM, dam, in ebraico e in egiziano significa «il sangue che palpita».

È facile capire perché: la M sono i confini del corpo, e il sangue si distribuisce e fluisce (D) dappertutto, all’interno del corpo stesso. A sua volta, questo DAM, «sangue che palpita», è immagine della mente cosciente, la cui estensione (M) è infatti simile a un grande corpo invisibile, che include tutte le realtà che tu conosci: in quelle realtà la tua mente è, vive, giunge, dà e riceve vita. E ’ADAM è appunto la particolare energia con cui una determinata mente sa essere e agire.

Da questo antico significato del «sangue» deriva una delle più celebri norme di due grandi religioni mediterranee: il divieto di nutrirsi del sangue degli animali. Come sapete, tra gli Ebrei e tra gli Islamici, è legge che la macellazione di animali avvenga per dissanguamento: polli, ovini, bovini vengono cioè sgozzati con un taglio rapido e profondo (e la morte è rapida), e le loro carni vengono poi ulteriormente mondate da residui di sangue. Sono state tentate numerose interpretazioni di quest’uso, da quella antropologica che presume un qualche antico tabù, a quella psicobiologica, secondo la quale nel sangue si troverebbe la memoria delle emozioni dell’animale (incluso il terrore davanti al macellatore) e chi se ne nutre, le assimila… Ma il motivo è un altro, a mio avviso. Il passo in cui questo divieto viene pronunciato per la prima volta, nella Bibbia, è il seguente – e a guardar bene è un po’ più sorprendente di quel che sembra:

Tutto ciò che si muove e ha vita potrà servirvi da cibo: vi do tutto ciò… Ma non dovete nutrirvi della carne che ha nel suo principio vitale il sangue, di quella no: perché questo sangue vostro, che è principio vitale di ciascuno di voi, chiederò che venga restituito a me.

Genesi 9,4

Notate che non è precisato «carne di animale». Dio proibì qui dunque anche il cannibalismo? È molto improbabile che vi fosse bisogno di vietare una cosa tanto innaturale, a quei tempi. Il passo va inteso in senso più ampio, e soprattutto simbolico: puoi «mangiare», assimilare ogni «carne», ogni forma; leggi qualsiasi libro, assimila e godi ogni opera d’arte, impara dalle azioni con cui ciascuno ha dato forma alla propria vita, ma non credere di poter «mangiare», assimilare anche il DAM, la mente cosciente, l’identità di qualcuno. Non puoi: tu sei tu e sarai sempre e soltanto tu, e non qualcun altro. Non COPIARE gli altri. Non vivere la loro vita, non nutrirti dei loro modi di capire ma solo di ciò che hanno capito. E naturalmente, NON FARTI MANGIARE. Non lasciare cioè che altri ti annientino, ti tolgano il tuo «sangue che palpita» e i suoi diritti. Quel tuo «sangue» è una cosa tra te e Dio, e basta. Non per nulla, nell’espressione «Dio creò l’uomo a sua immagine» la parola che viene tradotta «immagine» è in ebraicodemuth, che deriva direttamente da DAM.

Nell’ebraismo e nell’islamismo, dunque, la macellazione rituale è fatta in memoria di quell’antichissimo comandamento di libertà personale, di coraggio della propria individualità.

Poi vi fu, lo sapete, un celeberrimo violatore di questo precetto: Gesù, che nell’ultima cena chiese ai discepoli di «mangiarlo»: «Questa è la mia carne, questo è il mio sangue, mangiatene e bevetene tutti». Cioè: diventate me, e io sarò felice. Fu, all’epoca, un tremendo sacrilegio, compiuto naturalmente in segreto – e se il Sinedrio l’avesse saputo, il processo a Gesù sarebbe stato assai più rapido: l’avrebbero lapidato seduta stante. Ma Gesù amava dare scandalo, e aveva sue ragioni profondissime e straordinariamente belle, per osare tanto.

continua..

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