PUNTI DI VISTA


Ci sono tanti modi di guardare alla realtà, tanti "punti di vista" e da ognuno di questi pensiamo che ci sia sempre qualcosa da imparare.

Noi della Redazione di NonSoloAnima.Tv ci proponiamo a voi attraverso questo video-blogger con il nostro punto di vista, e allo stesso tempo vi invitiamo ad esprimere il vostro: crediamo che sia un'ottima occasione per confrontarsi, esprimere e scambiare idee... lungo un sentiero che in un modo o nell'altro stiamo percorrendo tutti insieme!

Grazie di essere arrivati fino a qui, Buon Viaggio!

La Redazione
NonSoloAnima.Tv





32. IL TEMPO DELLA SCELTA 
Cari Amici



è finalmente giunto il periodo del riposo anche per noi... un riposo tuttavia che non è mai assoluto, perché la nostra attenzione rimane inevitabilmente coinvolta nelle questioni climatiche, sociali e spirituali del Pianeta... "questioni" che hanno scenari ben definiti: i ghiacciai si sciolgono, l'acqua scarseggia, molte specie animali soccombono all'inquinamento, le foreste vengono meno... e l'economia globale arranca sotto i colpi di una logica occulta che fa della politica, e degli scontri religiosi, pedine di uno scenario senza orizzonti... perché non più sostenibile!



Ecco, vi auguriamo di cuore di passare un buon periodo di ferie, a chi parte, a chi resta in città... ma soprattutto vi auguriamo di usare questo periodo per maturare una diversa attenzione, per rallentare, per entrare in contatto con le qualità rigeneranti dell'essere, per accorgervi - qui ed ora - di quello vi circonda: dalle relazioni con le persone attorno a voi all'ambiente che abitate, in ogni senso.

Ciascuno di noi può e deve fare la propria parte, nella consapevolezza che tante piccole gocce formano un oceano immenso: siamo tutti parte di un unico Pianeta che reclama a gran voce l’azione di una coscienza collettiva, una consapevolezza omnicomprensiva che si nutre della singola coscienza di ciascuno di noi!



Infatti, come possiamo ascoltare il Pianeta se non sappiamo ascoltare dentro di noi? Come possiamo aiutarlo se non sappiamo aiutare coloro che vivono con noi? Come possiamo parlare di pace globale e olismo, se portiamo la guerra nella nostra vita e siamo divisi "dentro"?



Questo è il tempo della scelta, dell'azione guidata dalla pace interiore, dalla luce dell'Anima o "semplicemente" dal proprio discernimento... sì, qualcuno ha un Dio preciso a cui chiedere ispirazione e guida, qualcun altro non ne ha alcuno, e qualcun altro ancora si rivolge all’infinito che alberga nel proprio cuore... ma qualunque sia la fede, mai come oggi siamo chiamati a scegliere fra il fare automatico e "produttivo", e l’essere consapevole e intuitivo...



La scelta è nelle nostre mani, e nella nostra capacità di contatto... Che sia estate o inverno, giorno o notte, non esiste un tempo giusto per scegliere, perché scegliamo sempre e comunque, momento per momento. Ogni nostra azione implica delle conseguenze, è bene quindi chiedersi: il nostro stile di vita provoca inquinamento? Che tipo di “industria” andiamo ad alimentare con le nostre scelte? ...Oppure, in che modo favoriamo la serenità e l'autenticità nelle relazioni? Costruiamo ponti - da un cuore all'altro - o ne abbattiamo?



Cogliamo l’occasione di questo invito alla consapevolezza per parlarvi di un progetto di amore, quello sostenuto dalla Fondazione Butterfly: si tratta di un progetto che aiuta concretamente le persone e in particolar modo i bambini che vivono in condizioni di grande disagio economico ed esistenziale. La Fondazione opera in particolar modo a favore dell’istruzione primaria e della formazione professionale nei Paesi del Terzo Mondo, ed è altrettanto impegnata sul fronte dell’approvvigionamento idrico, nella convinzione che l’acqua debba essere considerata un fondamentale diritto umano e non un bene che si possa acquistare.



Il sito della Fondazione Butterly è:

http://www.butterflyonlus.org/ita_site/home.htm



Un abbraccio a tutti e arrivederci a settembre!



Camilla Ripani



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31. YOGA E OMOSESSUALITA' 
Cari lettori, noi che ci occupiamo spesso di yoga come anche di tematiche legate alla sessualità e alla psicologia, vogliamo questa settimana lanciarvi una piccola provocazione riferendovi un singolare fatto di cronaca che riteniamo un interessante spunto di riflessione...



E' recente l'abolizione in India della legge 377, che tra pedofilia e zoofilia, collocava anche l'orientamento omosessuale fra i crimini, in particolare perché ritenuto contro natura. Ma nonostante questa importantissima conquista sociale in termini di diritti umani, per i gay indiani non sembra esservi pace, specialmente da quando il guru indiano Swami Baba Ramdev (nella foto) - uno dei più grandi e seguiti esperti di yoga del paese, che raduna folle oceaniche e intrattiene più di 20 milioni di spettatori con le sue trasmissioni televisive - ha fatto ricorso ai giudici per contestare l`abolizione del reato di omosessualità, spiegando che si può curare - pensate - con lo yoga...



Appena appresa la notizia della depenalizzazione dell'omosessualità, pare che Baba Ramdev abbia immediatamente presentato ricorso all'Alta Corte dell'India, argomentandolo secondo la sua esperienza. Ha dichiarato:



“Questa pronuncia incoraggerà la criminalità e i comportamenti deviati. E' vergognoso ed ingiurioso, seguiamo ciecamente gli occidentali in tutto... Arriveremo alla rottura del sistema familiare in India: gli omosessuali sono malati e dovrebbero essere mandati in ospedale per curarsi”.



Data la sua personale caratura sociale, Baba Ramdev non si è limitato a denunciare il problema ma ha anche proposto quella che secondo lui potrebbe rappresentare la soluzione planetaria per curare e debellare il germe dell'omosessualità dal genere umano: lo yoga.



“L'omosessualità può essere curata come ogni altro difetto congenito: queste tendenze possono essere curate con lo yoga, il pranayama e altre tecniche di meditazione”...



Che ne pensate?





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30. MASCHERE 
Uno dei primi temi che abbiamo affrontato nel nostro Argomentario, è stato “Autenticità e Maschera”... senza dubbio un tema intenso, presente in molti ambiti: da quello psicologico a quello umanistico, da quello artistico a quello spirituale... Iniziati, filosofi e psicologi da sempre invitano l’uomo a guardare dentro di sé, oltre il velo dell’illusione... e cosa è l’illusione se non pensare, vedere e decidere in base alla credenza – errata – di essere in un certo modo, ignari quindi delle pulsioni e delle dinamiche che realmente governano il nostro vissuto?



Le maschere – le ipocrisie, le contraddizioni, l’inconscio negato... – costellano il cammino di ognuno; sempre in agguato, emergono senza esitazione laddove in modo superficiale ci si limita a vedere il mondo con occhi di vetro, insensibili al fulgore del Cuore.



Quanto è doloroso, e quanto è liberatorio riconoscere il proprio vero volto? Scoprire di essere ben altro rispetto a quello che si era creduto fino ad oggi... scoprire quindi di essere ben più miseri, limitati e imperfetti eppure allo stesso tempo più liberi, più autentici, più fluidi?

Non si parla qui di “problemi psicologici” quali sdoppiamento di personalità, nevrosi particolari ecc... ma di “qualità energetiche”, di certezze, di credenze, insomma di capacità di contatto con quel midollo complesso, denso e fertile che alberga nel profondo, e che nutre la nostra personalità e come tale ne determina le scelte... in modo diretto e indiretto.



La maschera nasce per anestetizzare un dolore... per mettere a tacere zone d’ombra molto scomode da riconoscere, da rielaborare... ma allo stesso tempo è decisamente una modalità poco innocua. Ad esempio, ci si può percepire deboli e vittime di un mondo crudele ed egoista laddove invece sentiamo di avere un atteggiamento di sensibilità, di attenzione... ma poi ci ritroviamo a fare l’esperienza della continua delusione perché gli “altri” approfittano della nostra ingenuità (“sono insensibili”) , oppure rispondono con inaspettata aggressività (“hanno poca attenzione”).

Allora, stiamo male e avvertiamo il disagio... Ecco, questo è il segnale – per chi è in grado di avvertirlo – che c’è una finzione: lo testimonia la contraddizione, la risposta paradossale a quello che emaniamo, o meglio pensiamo di emanare...



Le guide e i maestri spirituali da sempre testimoniano che quello che si agisce ritorna sempre indietro... poiché ogni cosa è collegata e si mette in moto per “risonanza”...

L’azione, tuttavia, non è quello “che si fa” ma quello che “si è”: la qualità dei nostri pensieri e dei nostri intenti plasma il nostro destino!



È saggio non darsi pensiero e lottare con gioia.

Pensate, poiché i pensieri creano i fatti.


Foglie del Giardino di Morya I - Appello



Se siamo convinti di donare eppure continuiamo ad essere derubati delle nostre risorse, se sentiamo di ricevere quello che non meritiamo, se rimuginiamo sul fatto che gli altri non ci vedono per come “siamo veramente”... allora è il caso di domandarci se stiamo agendo attraverso la maschera piuttosto che la nostra autenticità. Così come in qualunque altra situazione dove la vita ci rimanda quanto non atteso. Occorre sempre chiedersi se c’è contraddizione fra le nostre parole e i nostri atteggiamenti. Potremmo scoprire che quando diciamo “lo faccio per te” in realtà lo stiamo facendo perché siamo noi ad avere bisogno, e che quando ci dichiariamo pacifisti in realtà siamo tutt’altro che pacifici...



Se ci accorgiamo di una contraddizione, se possiamo scorgere come in noi qualcosa si agita pur di mettere a tacere un disagio, pur di difendere un’immagine di sé “ideale”, ecco, allora c’è speranza che la maschera ceda, che emerga la nostra pulsione più occulta, quella che ci lega emotivamente ed energeticamente agli eventi... c’è allora speranza di poter agire nella vita in modo più efficace, coerente, e soprattutto in modo realmente compassionevole... perché se non abbiamo compassione di noi stessi e della nostra verità, è impensabile pensare di poterne avere per gli altri.



Diversamente, il male trova spazio e nutrimento – cioè cresce il mancato contatto con l’anima, la conseguente cecità e l’atteggiamento dualistico che fa della dimensione materiale una prova così intensa e sofferta...



Camilla Ripani



Fonti e letture consigliate:

“Il male e come trasformarlo” di Eva Pierrakos

Rivista esoterica “Il Discepolo” di Massimo Rodolfi

“Trattato dei Sette Raggi - Psicologia Esoterica vol. 2” di Alice Bailey





LUCA TOMBERLI











MANUELA RACCI










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29. CONDIVIDERE UNA VISIONE... 
Cari Lettori,



in questi due mesi dal lancio di www.Anima.TV avete avuto modo di farvi una prima idea di come si articola il nostro progetto, e di come il nostro intento sia fondamentalmente quello di mettere le persone a contatto diretto con temi, percorsi, spunti e problematiche utili per lavorare su se stesse, con la speranza che divengano sempre più consapevoli e "attive" nel mondo.

A questo scopo, la nostra ambizione è quella di rendere nel tempo sempre più ricco, utile e approfondito il palinsesto. Ecco perché il vostro riscontro resta un elemento essenziale per aiutarci a indirizzare meglio i nostri sforzi, ed ecco soprattutto perché per noi é così importante conoscere il nostro pubblico con i suoi desideri e interessi, ma al contempo anche "farci conoscere" con le nostre credenze e motivazioni.



Siete stati in molti a domandarci "chi siamo", in cosa crediamo, quali sono i valori in cui ci identifichiamo, insomma perché facciamo quel che facciamo...



Cogliamo dunque l'occasione per rispondervi attraverso il nostro manifesto, pubblicato da ora a chiare lettere anche nella nostra homepage. Ve lo riportiamo integralmente in attesa di sapere se anche voi condividete la nostra visione e volete far parte di questo movimento...








* Creiamo... con gli autori, gli esperti, gli utenti e noi stessi sul campo, un movimento apartitico, aconfessionale e indipendente che ha l’obiettivo di stimolare il risveglio delle coscienze, insinuare il dubbio e diffondere maggior consapevolezza spostando l’attenzione da un’esistenza basata sull’avere e sulla centralità della mente, ad una basata sull’essere e sulla centralità del cuore;



* Attraverso l’utilizzo della tecnologia web/wireless il movimento si apre e si irradia a tutti i livelli sociali, coinvolgendo rappresentanti di qualsiasi ceto sociale, qualsiasi cultura, qualsiasi religione con un moto che parte dall’interno di noi per propagarsi all’esterno di noi;



* Crediamo e vogliamo che l’esistenza di ognuno debba essere partecipe e responsabile, convinti che si sia entrati nell’epoca in cui una vita automatica, “normale” e anonima (all’interno della dinamica produttore/consumatore) non possa più essere considerata sostenibile se applicata a miliardi di individui quali siamo oggi;



* Crediamo che si possa fare della crisi globale un’opportunità globale, facendo leva sulla creatività, le idee, la libertà e la responsabilità di essere parte di un mondo di cui siamo costantemente co-creatori;



* Crediamo che si possa portare un reale contributo all’esterno solo se si è fatto un cammino che ha generato un cambiamento all’interno. Solo se l’individuo è libero e non schiavo potrà proporre soluzioni alternative e sostenibili per il mondo nuovo;



* Crediamo in una nuova concezione dell’uomo e del mondo in cui vive, basata su un modello di sostenibilità legato a un uso consapevole delle risorse (NON PUO’ ESISTERE UNA CRESCITA INFINITA IN UNO SPAZIO FINITO) e su un consumo geograficamente localizzato che minimizzi l’impatto ambientale;



* A questo nostro movimento si può avvicinare e associare chiunque abbia intenzione di intraprendere, oppure abbia già intrapreso, un cammino di risveglio che porti a liberarsi da schemi di pensiero preconfezionati ereditati da contesti socio-culturali nei quali si è cresciuti, e che ci hanno condizionato in maniera non cosciente;



* Crediamo che non ci sia più tempo! E’ arrivato il momento di “muoverci” e di essere totalmente responsabili di ogni nostro pensiero, ogni nostra parola, e ogni nostra azione, nella consapevolezza che saranno assolutamente e inequivocabilmente determinanti per ogni cosa che accade nel presente e accadrà nel futuro.





Lo Staff di Anima.TV





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28. LA PILLOLA "MIRACOLOSA"... 
Cari lettori,



questa settimana vogliamo farvi riflettere su un problema che ci

sta molto a cuore: la gestione del disagio sociale nel mondo dell'infanzia. In particolare vorremmo sottoporre alla vostra attenzione l’inquietante fenomeno per cui ai bambini diagnosticati con la cosiddetta “sindrome da deficit di attenzione e iperattività – meglio conosciuta con l’acronimo inglese ADHD – vengono prescritti e normalmente somministrati psicofarmaci e metanfetamine già a partire dal secondo anno di età, una terapia le cui linee guida sono fortemente contestate da associazioni di genitori, insegnanti, medici e giornalisti per la loro eccessiva genericità, e che porrebbe a facile rischio di abuso nella somministrazione a bambini ed adolescenti.



Per questo ci teniamo a presentarvi la campagna informativa

Giù le mani dai bambini”, di cui peraltro abbiamo già avuto modo di conoscere il portavoce nazionale, Luca Poma, in un'intervista realizzata in occasione del Forum Umanista Europeo "La forza della non-violenza" tenutosi a Milano nell'ottobre del 2008.






“Giù le Mani dai Bambini®" è una Campagna sociale ed informativa ideata e sviluppata in Italia, che ha come scopo principale la sensibilizzazione del grande pubblico e la formazione degli insegnanti, dei genitori e degli stessi ragazzi – nonché degli specialisti – riguardo una delicata tematica qual è quella degli abusi nella somministrazione di psicofarmaci e metanfetamine ai minori, e in particolare ai bambini. Un tema di sempre più stringente attualità non solo in USA ma anche in Europa, e che sembra essere il diretto risultato del preponderante modello medico–biologico della psichiatria contemporanea, e della sua tendenza a ridurre ogni problema psicologico o comportamentale a disfunzioni di carattere strettamente fisiologico, tralasciando invece altre possibili cause quali quelle sociali od ambientali.



La Campagna – senza scopo di lucro, apartitica e non confessionale – costituisce il più rappresentativo Comitato italiano con focus sui disagi dell'infanzia, raggruppando oltre 160 tra Università, Ordini dei Medici, associazioni genitoriali, socio-sanitarie e di promozione sociale che coinvolgono, tramite i propri iscritti, oltre 8 milioni di italiani, e avvalendosi del prezioso contributo di numerosi collaboratori impegnati part-time e con spirito volontaristico per garantire il buon fine delle numerose iniziative di sensibilizzazione sul territorio.



Come onlus, Giù le Mani dai Bambini aggrega realtà delle più differenti estrazioni e sensibilità, non necessariamente del settore pediatrico, tutte impegnate a mettere a disposizione ogni anno una quota del proprio tempo e delle proprie risorse al fine di sostenere progetti e campagne sociali a favore dell'infanzia, ed in particolare a favore dei bambini italiani: non l'infanzia lontana – che pure merita la massima attenzione – ma il bimbo che soffre dietro la porta accanto alla nostra. In soli 5 anni questo grande progetto nazionale di informazione/formazione è diventato la più visibile campagna indipendente di farmacovigilanza per l'età pediatrica mai realizzata in Italia, ricevendo adesioni da 29 nazioni, nonché – come riconoscimento per l'impegno sociale dei promotori – la "Targa d'Argento" del Presidente della Repubblica l'On. Giorgio Napolitano.



Riportiamo qui di seguito il testo stampato sulla quarta di copertina delle centinaia di migliaia di pubblicazioni che il Comitato ha già gratuitamente distribuito in tutta Italia, in scuole, ospedali, famiglie.



"Negli Stati Uniti ad oltre undici milioni di bambini vengono somministrati quotidianamente anfetamine o psicofarmaci allo scopo di tentare di risolverne i disagi. Nelle scuole italiane, sono stati recentemente avviati programmi di screening di massa per individuare i bambini sofferenti di problemi di carattere psicologico. Se tuo figlio perde le cose, è disattento a scuola, interrompe spesso gli insegnanti od è aggressivo coi compagni di classe, non è detto che sia malato. Prima di sottoporlo ad una cura dagli esiti incerti e dagli effetti collaterali potenzialmente distruttivi, raccogli informazioni complete sul nostro portale, oppure contatta il nostro Comitato per ricevere a casa una pubblicazione gratuita. Spesso un bambino ha solo necessità di essere ascoltato con attenzione. Non etichettare tuo figlio. Ascoltalo!"



Per informazioni e approfondimenti sul tema, vi rimandiamo direttamente al sito ufficiale:

www.giulemanidaibambini.org



Riferimenti:

Luca Poma - Portavoce Nazionale

tel. 337415305 -

email portavoce@giulemanidaibambini.org





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27. IL FUMO - PARTE III 
Eccoci arrivati alla terza e ultima parte di questa breve inchiesta sul fumo, oggi dedicata al punto di vista spirituale ed alchemico.

L'impresa è stata ardua, anche perché lo scenario è amplio e di non facile comprensione, ma abbiamo cercato in ogni caso di mettere in evidenza alcune tematiche salienti, sperando che offrano lo spunto per maggiori approfondimenti o riflessioni.


III - LA SIGARETTA... OCCULTA

Gli ambienti medico-scientifici mettono in evidenza da tempo gli effetti negativi del fumo, ma esiste anche un altro punto di vista per cui il “fumo fa male”: quello “occulto”... Lo studioso ed esoterista C.W. Leadbeater (Il lato nascosto delle cose) e il teosofo A.E. Powell (Il doppio eterico, Il corpo astrale) denunciano gli effetti nocivi del tabagismo relativamente ai corpi “sottili” dell’uomo, ovvero quei "corpi energetici" che nel loro complesso formano la cosiddetta “aura”, e che possono essere identificati per struttura e funzione in corpo eterico, corpo astrale e corpo mentale.

Il fumo, stando ai loro studi e alle loro ricerche, sembrerebbe interferire con le naturali funzioni proprie di questi corpi, come ad esempio la gestione della “forza vitale” e la percezione delle informazioni provenienti dal mondo esterno e “interno”. La nicotina, più precisamente, provocherebbe un irrigidimento della “capacità vibratoria” dei corpi aurici. Ad esempio, le informazioni intuitive che giungono dall’anima e dai piani più elevati – e che normalmente vengono portate fino al piano fisico attraverso fenomeni di “risonanza” – verrebbero perdute o distorte a causa di questo irrigidimento.

In sintesi, la perturbazione dovuta al tabagismo non si esplicherebbe solo nell’inquinamento del corpo fisico – una prospettiva comunque importante per molte tradizioni spirituali per le quali è fondamentale che il “veicolo” fisico sia purificato – ma agirebbe anche sul corpo astrale e mentale, con conseguente deviazione e alterazione delle loro proprietà e quindi con relativi disturbi nella percezione delle emozioni e nell’attività mentale/intuitiva.

Sempre dal punto di vista “spirituale”, l’atto del fumare si ricollega facilmente a valenze "negative" anche per il semplice fatto che si tratta di un’azione spesso automatica e compulsiva, non dettata da uno stato attivo di “presenza”.

Nelle dinamiche legate al fumare, i teosofi accennano anche al ruolo delle forme pensiero: condensati di energia – emotiva e mentale – che si agganciano all’aura di una persona quando c’è una corrispondenza qualitativa. Per esempio, forme pensiero di paura si agganciano facilmente all’aura di chi prova paura, anche se a livello inconscio.

Tali "forme" spingono la persona a ripetere certi atteggiamenti e azioni in modo compulsivo o automatico, con il fine di intensificare e perpetuare quella data qualità emotivo-mentale di cui esse si “nutrono”. Inducono quindi un fumatore a continuare ad "intossicarsi"... oppure possono indurre una persona "timorosa" ad avere atteggiamenti che la mantengono in uno stato di paura e passività (boicottando situazioni che offrirebbero maggiore autonomia). In questo modo, le forme pensiero si oppongono all’evoluzione dell’uomo...(si veda Forme pensiero di A. Besant e C.W. Leadbeater).

Con ciò non si vuole ignorare l’ambito psicologico o chimico della dipendenza da fumo, ma solo mettere in evidenza come esista anche un aspetto "invisibile" che lo alimenta. Altresì si potrebbe dire per tante altre sostanze ritenute dannose sul piano fisico ma che agiscono in maniera analoga sulla psiche e sulle strutture più sottili dell’essere umano...

Va detto che negli scritti teosofici ed esoterici l’accento è soprattutto messo sulla Coscienza e sull’azione dell’Anima, considerata motore di ogni azione e principale ingrediente di trasformazione all’interno del lavoro alchemico che l’aspirante effettua in sé.

“L’anima sarà conosciuta come un’entità, come l’impulso motivante ed il centro spirituale sottostante ad ogni forma manifesta”
Trattato dei Sette Raggi, A. Bailey

La Coscienza muove ogni cosa – affermano dunque gli esoteristi... Probabilmente, senza una trasformazione a tale “livello” è impensabile cambiare autenticamente... anche nelle piccole azioni quotidiane.

Camilla Ripani



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26. IL FUMO - PARTE II 
Cari amici, come anticipato proseguiamo la nostra indagine sul fumo esplorando stavolta il punto di vista psicoanalitico... Per approfondimenti vi rimandiamo sempre allo speciale argomentario video in palinsesto sulla webtv





II - L'INCONSCIO DEL FUMATORE



Come Italo Svevo ci suggerisce con finissimo intuito, Zeno proietta nella sigaretta la colpa, l’incapacità, l’ostacolo; butta fuori qualcosa che è dentro, mima psichicamente il percorso fisico del fumo. Non a caso la prima immagine che mi è venuta in mente pensando al fumo è il suo essere “ponte”, trait d’union tra l’interno e l’esterno, una sorta di nutrimento che possiede effetto stimolante o sedativo.



Per molte correnti di matrice psicodinamica, il fumo può essere letto come un equivalente del latte materno, che nutre non solo i tessuti biologici ma anche il tessuto emotivo-affettivo. Può inoltre rappresentare un sistema di controllo intrapsichico rispetto agli eventi e alle emozioni e sottendere, frequentemente, un vissuto emotivo del tutto peculiare: ciò significa utilizzare la sigaretta come regolatrice degli stati emotivi interni, come aggressività, tristezza, euforia, appagamento. Un mezzo, anche, per ammortizzare gli stimoli ambientali fonte di stress. In questo modo la sigaretta diventa una compagna di vita, e la gestualità ad essa correlata si trasforma in un movimento rassicurante, evocativo e protettivo (una componente presente in tutte le ripetizioni, nelle varie ritualità).



E poi c’è il “piacere” del fumo: sfogo della libido, intesa come energia

a contenuto sessuale che ha origine nel nostro corpo e che può trovare soddisfazione in esso oppure in qualcuno o qualcosa di esterno, l’oggetto. Ogni tipo di sessualità trova la sua origine nello sviluppo infantile che, a seconda dell’esito, indirizzerà la spinta sessuale a scaricarsi attraverso parti del corpo differenti.

Lo sviluppo pulsionale, come Freud spiega in Tre Saggi sulla teoria della sessualità del 1905, procede lungo una linea temporale dall’infanzia all’età adulta, attraversando vari stadi durante i quali una parte specifica del corpo passa in primo piano come zone erogena.



Ecco la gratificazione sensuale della sigaretta: come la prima esperienza di piacere è data dalla suzione e si colloca nella bocca, così fumando stimoliamo le zone erogene legate all’oralità, quelle zone cioè che continueranno a fornire soddisfazioni “parziali” anche nell’età adulta come preliminari dell’atto sessuale, ma sempre sotto la predominanza di quello che, secondo Freud, è lo stadio più elevato raggiunto dal piacere – quello connesso alla zona genitale.



Nella fase orale, l’atto di portare alla bocca, esplorare con essa, succhiare rappresenta il prototipo di ogni successiva soddisfazione sessuale; ed è proprio in questa fase dello sviluppo psicofisico che il fumatore (e non solo) sembra aver subito un arresto, una “fissazione” in termini psicoanalitici: invece di fluire liberamente verso gli stadi successivi dello sviluppo, la libido resterà intrappolata condizionando così pensieri, azioni, propensioni e blocchi più o meno patologici.



Nicol





(Continua)

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25. IL FUMO - PARTE I 
Cari amici,

rieccoci qui a tentare di scuotere le vostre (e le nostre) coscienze e mettere di nuovo il dito in qualche piaga dolente... In occasione della messa online di uno speciale argomentario video sulla nostra webtv, vorremmo affrontare in modo approfondito un tema che riguarda, o ha riguardato in passato, molti di noi: il tema del fumo.

Il nostro intento è quello di esaminarne vari aspetti - il fascino, le motivazioni psicologiche ad esso legate, e ovviamente gli effetti, clinici ma anche esoterici - considerando il problema da diversi punti di vista nella speranza

di aggiungere qualche nuova informazione a quelle già in vostro possesso...






I - LA SEDUZIONE



Il fumo: piacere o vizio, segno di appartenenza sociale o di anticonformismo, simbolo di potere o di degenerazione morale, rituale di iniziazione o di seduzione. Nel cinema e nella cultura pop è un fattore in grado di cristallizzare per sempre i tratti di un personaggio nell’immaginario collettivo: un dettaglio capace di conferire a una donna un fascino sofisticato e glamour (Marlene Dietrich, Bette Davis, Joan Crawford), e all’uomo un portamento elegante (Gary Cooper) o un carattere più virile e sicuro di sé (Humphrey Bogart su tutti), oppure un indice generazionale di ribellione e trasgressione (James Dean, i Beatles), quando non una vera e propria presa di posizione “politica” (Bob Dylan, Johnny Cash).

Nel Novecento il fumo ha anche rappresentato un “luogo letterario” ricorrente in grado di caratterizzare, di volta in volta con diversi significati e sfumature, il prototipo del dandy (Wilde), dell’esteta decadente (Baudelaire), del grigio borghese conformista (Kafka), dell’antieroe politicamente schierato (Fenoglio, Pavese), del poeta individualista senza compromessi (Kerouac, Montale, Bukowski), dell’inetto che si crogiola nelle proprie dipendenze (Svevo). Il fumo racchiude enigmi esistenziali, muove la mente verso intuizioni di grande lucidità oppure la ottunde per lasciar espandere i sensi, stimola l’azione decisiva oppure la rimanda all’infinito, cela un’aspirazione frustrata e rivela al contempo il rifiuto di risolverla.



Proprio Italo Svevo dedica al fumo un intero capitolo del suo capolavoro “La Coscienza di Zeno” in cui il protagonista, accanito fumatore fin da bambino, interpreta il suo vizio in chiave psicoanalitica come simbolo di un rapporto edipico irrisolto, un fatto banale che rivela il significato della sua intera esistenza: per lui ogni sigaretta fumata in occasione di un qualsiasi evento tragico deve assolutamente essere l’ultima, solo così può avere un significato epocale. Ogni volta. Ed è così che la sigaretta successiva rappresenterà ogni volta la trasgressione più sublime.

Scrive Zeno nei suoi diari: “Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand'è l'ultima. Anche le altre hanno un loro gusto speciale, ma meno intenso. L'ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su se stessi e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute. Le altre hanno la loro importanza perché accendendole si protesta la propria libertà…”. Questa e altre più o meno compiaciute e narcisistiche motivazioni lasciano però presto spazio a un grosso quesito di fondo: “Adesso che son qui, ad analizzarmi – scrive il protagonista – sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che m'aspettavo?”



Livio





(Continua)

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24. GARBAGE PATCH - L'ISOLA CHE NON C'E'... 


Sono numerosi gli autori che nei loro libri, come nelle nostre interviste, tengono molto a ribadire il fondamentale concetto

– comune alle più svariate discipline – dell’unità del tutto: come siamo tutti correlati e interdipendenti, e come ogni nostra azione provochi una reazione che necessariamente, nel tempo, avrà una qualche ripercussione sulla nostra vita e modificherà di riflesso, a livelli più o meno percettibili e consapevoli, il contesto di relazioni e le dinamiche in cui ci ritroviamo inseriti.



A rischio di scadere nel banale applicando questo principio all’ambito dell’ecologia, vogliamo illustrarvi, nel post di oggi, una questione spinosa che forse non è ancora presente a tutti, rimanendo sempre fedeli al nostro ambizioso obiettivo di fornirvi costanti spunti di riflessione, aprire gli occhi e risvegliare le coscienze: si tratta dell’ennesimo, lampante esempio di come una politica di industrializzazione a oltranza e di sfruttamento ambientale perseguita sistematicamente per almeno sessant’anni a livello planetario – Stati Uniti in testa, e oggi anche con l’inquietante caso della Cina – ci stia portando sempre più rapidamente verso conseguenze irreparabili.





Lo sapete cos’è la garbage patch? E’ un’isola grande due volte il Texas, cinque volte l’Italia, situata nel bel mezzo dell’oceano Pacifico, fra Guadalupe e il Giappone, a due passi dalle isole Hawaii. Ma è un’isola molto particolare: ha infatti la capacità di spostarsi continuamente, in balia di uno strano gioco di correnti circolari. Perfino le sue dimensioni

– attualmente un diametro di circa 2500 chilometri e una singolare profondità di 30 metri – tendono a espandersi. E’ molto probabile che tutti i governi del mondo ne conoscano l’esistenza, ma fingano di non sapere e non vedere, anche se su internet l’argomento è oggetto di vivo interesse su svariati fronti. No, non stiamo esattamente parlando dell’isola magica della serie Lost, bensì di un immenso agglomerato galleggiante di tonnellate e tonnellate (più di 4 milioni, si stima) di rifiuti di plastica e altre sostanze non biodegradabili, un concentrato tossico dalla consistenza melmosa, quasi come una zuppa, destinato a vagare in superficie per anni e anni senza mai sparire. Tutto quel che può succedere è che l’azione del mare e gli agenti atmosferici frantumino nel tempo questa mostruosa, gigantesca macchia di bottiglie e buste di plastica, contenitori di shampoo, palloni da pallavolo, impermeabili plastificati, tubi catodici di vecchi televisori, reti da pesca e quant’altro in pezzi e particelle sempre più piccole, le quali andranno poi in pasto a creature marine e volatili destinati ovviamente a morire avvelenati poco dopo, lasciando la propria carcassa a marcire al sole su un letto informe di poliestere.





E’ stato il ricercatore Charles Moore, con il suo battello per ricerche marine Alguita, il primo temerario ad avventurarsi attraverso il North Pacific Subtropical High, un enorme vortice di correnti lente e venti leggeri che in passato raccoglieva sostanze organiche come tronchi, erbe e alghe e dal 1950 ha invece iniziato a concentrare in un solo punto l’inquietante “residuo” della nostra sfrenata, rampante ed egoistica corsa al successo e a un benessere prettamente consumistico.



Il punto qual è? E’ renderci conto una volta di più che eco-compatibilità ed eco-sostenibilità non sono più concetti astratti di cui possiamo fare a meno delegando la nostra responsabilità a utopiche azioni governative, ma principi che devono costituire parte integrante non solo della nostra coscienza critica in quanto cittadini, ma soprattutto della nostra vita quotidiana: un modus operandi fatto di piccoli accorgimenti e maggior consapevolezza nella scelta dei consumi, nel riciclaggio dell’immondizia, nel ricorso a forme di energia pulita, nell’abitudine a privilegiare carburanti “verdi”, nell’attenzione alla nostra alimentazione e, fondamentalmente, nell’adozione di uno stile di vita rispettoso degli equilibri ambientali. Forse non basterà, è vero, e i risultati non saranno immediati, ma è importante capire che siamo noi a dover cominciare a muoverci nel nostro piccolo per ottenere un futuro migliore. Sarà una rivoluzione silenziosa, dunque, fatta di passi quasi impercettibili, ma irreversibili, verso una maggior consapevolezza del nostro ruolo, della nostra responsabilità, della nostra singolare posizione e importanza nel mondo.







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23. DACCI IL TUO PUNTO DI VISTA: PARTECIPA AL SONDAGGIO! 
Ciao a tutti! Vi siamo mancati? Se ci avevate dati per dispersi vogliamo tranquillizzarvi:

ci siamo, e più che mai!

Stavolta va ammesso che abbiamo un’ottima scusante per la nostra prolungata assenza sul blog nelle ultime settimane: siamo infatti stati impegnatissimi a preparare per voi un palinsesto ricco di novità esclusive per la nuova versione “in abbonamento” di Anima.TV – lanciata, come ormai saprete, all’inizio di questo mese.



Perché in ABBONAMENTO?











Come ci racconta Giulio nel video, per poter aumentare il livello qualitativo di ciò che va in onda e soprattutto per potervi garantire 10 ore di palinsesto a settimana necessitiamo di maggiori risorse… Senza il vostro supporto (attraverso un abbonamento mensile, appunto) non saremmo in grado di viaggiare per mezza Italia, e di garantire operatori, montatori, intervistatori, redattori, tecnici… in grado di offrire un costante servizio di messa in onda…



Dato che teniamo molto a essere all’altezza delle vostre aspettative, è stato essenziale prendere tempo per valutare determinate scelte strategiche mirate a migliorare la qualità della nostra offerta, e questo a partire proprio dalle vostre richieste ed esigenze.



Ecco perché abbiamo ideato un breve SONDAGGIO (tre domande) partecipando al quale ci aiuterete a costruire insieme la programmazione dei prossimi mesi, e in cambio riceverete – come segno della nostra gratitudine per il tempo che ci dedicate – l’opportunità esclusiva di conoscere e navigare “dentro” Anima.TV completamente GRATIS fino al 30 di giugno!



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Così, se ancora non lo avete fatto, avrete comunque modo di valutare e approfondire quanto stiamo proponendo a palinsesto: convegni, interviste, speciali, approfondimenti e corsi… finalmente in forma integrale e a portata di “click”…



…questa settimana il palinsesto di Anima.TV vi porta direttamente sul palco dei convegni più seguiti e vi propone gli interventi integrali, fra gli altri, di Igor Sibaldi, Massimo Corbucci, Eric Pearl, Alessio Tavecchio, Manuela Pompas, Giampaolo Origlia e Fabio Marchesi.

Trovate inoltre anche le interviste dedicate al “2012”… Cosa dobbiamo aspettarci per questa data? Lo abbiamo chiesto a Marco Columbro e a Salvatore Brizzi.



Dal 1 giugno partirà poi il nuovo format “A lezione con…” dedicato ai seminari e ai corsi: e chi meglio di Igor Sibaldi può aprire questa serie di lezioni? L’autore sarà presente con la prima lezione, divisa in quattro tempi, del Corso di Esegesi.



Per i convegni, Paul Kircher ci parlerà di campi morfici e stress, Roy Martina del potere della mente e di autoguarigione, Howard H. Lee di conoscenza codificata nella luce… E tra gli ospiti in studio, Peter Roche De Coppens ci parlerà di amore e passione.



Attendiamo il vostro riscontro!



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