PUNTI DI VISTA

Noi della Redazione di NonSoloAnima.Tv ci proponiamo a voi attraverso questo video-blogger con il nostro punto di vista, e allo stesso tempo vi invitiamo ad esprimere il vostro: crediamo che sia un'ottima occasione per confrontarsi, esprimere e scambiare idee... lungo un sentiero che in un modo o nell'altro stiamo percorrendo tutti insieme!
Grazie di essere arrivati fino a qui, Buon Viaggio!
La Redazione
NonSoloAnima.Tv
Cari amici, come anticipato proseguiamo la nostra indagine sul fumo esplorando stavolta il punto di vista psicoanalitico... Per approfondimenti vi rimandiamo sempre allo speciale argomentario video in palinsesto sulla webtv
II - L'INCONSCIO DEL FUMATORE
Come Italo Svevo ci suggerisce con finissimo intuito, Zeno proietta nella sigaretta la colpa, l’incapacità, l’ostacolo; butta fuori qualcosa che è dentro, mima psichicamente il percorso fisico del fumo. Non a caso la prima immagine che mi è venuta in mente pensando al fumo è il suo essere “ponte”, trait d’union tra l’interno e l’esterno, una sorta di nutrimento che possiede effetto stimolante o sedativo.Per molte correnti di matrice psicodinamica, il fumo può essere letto come un equivalente del latte materno, che nutre non solo i tessuti biologici ma anche il tessuto emotivo-affettivo. Può inoltre rappresentare un sistema di controllo intrapsichico rispetto agli eventi e alle emozioni e sottendere, frequentemente, un vissuto emotivo del tutto peculiare: ciò significa utilizzare la sigaretta come regolatrice degli stati emotivi interni, come aggressività, tristezza, euforia, appagamento. Un mezzo, anche, per ammortizzare gli stimoli ambientali fonte di stress. In questo modo la sigaretta diventa una compagna di vita, e la gestualità ad essa correlata si trasforma in un movimento rassicurante, evocativo e protettivo (una componente presente in tutte le ripetizioni, nelle varie ritualità).
E poi c’è il “piacere” del fumo: sfogo della libido, intesa come energia
a contenuto sessuale che ha origine nel nostro corpo e che può trovare soddisfazione in esso oppure in qualcuno o qualcosa di esterno, l’oggetto. Ogni tipo di sessualità trova la sua origine nello sviluppo infantile che, a seconda dell’esito, indirizzerà la spinta sessuale a scaricarsi attraverso parti del corpo differenti.
Lo sviluppo pulsionale, come Freud spiega in Tre Saggi sulla teoria della sessualità del 1905, procede lungo una linea temporale dall’infanzia all’età adulta, attraversando vari stadi durante i quali una parte specifica del corpo passa in primo piano come zone erogena.
Ecco la gratificazione sensuale della sigaretta: come la prima esperienza di piacere è data dalla suzione e si colloca nella bocca, così fumando stimoliamo le zone erogene legate all’oralità, quelle zone cioè che continueranno a fornire soddisfazioni “parziali” anche nell’età adulta come preliminari dell’atto sessuale, ma sempre sotto la predominanza di quello che, secondo Freud, è lo stadio più elevato raggiunto dal piacere – quello connesso alla zona genitale.
Nella fase orale, l’atto di portare alla bocca, esplorare con essa, succhiare rappresenta il prototipo di ogni successiva soddisfazione sessuale; ed è proprio in questa fase dello sviluppo psicofisico che il fumatore (e non solo) sembra aver subito un arresto, una “fissazione” in termini psicoanalitici: invece di fluire liberamente verso gli stadi successivi dello sviluppo, la libido resterà intrappolata condizionando così pensieri, azioni, propensioni e blocchi più o meno patologici.
Nicol
(Continua)
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( 3 / 435 )Cari amici,
rieccoci qui a tentare di scuotere le vostre (e le nostre) coscienze e mettere di nuovo il dito in qualche piaga dolente... In occasione della messa online di uno speciale argomentario video sulla nostra webtv, vorremmo affrontare in modo approfondito un tema che riguarda, o ha riguardato in passato, molti di noi: il tema del fumo.
Il nostro intento è quello di esaminarne vari aspetti - il fascino, le motivazioni psicologiche ad esso legate, e ovviamente gli effetti, clinici ma anche esoterici - considerando il problema da diversi punti di vista nella speranza
di aggiungere qualche nuova informazione a quelle già in vostro possesso...
I - LA SEDUZIONE
Il fumo: piacere o vizio, segno di appartenenza sociale o di anticonformismo, simbolo di potere o di degenerazione morale, rituale di iniziazione o di seduzione. Nel cinema e nella cultura pop è un fattore in grado di cristallizzare per sempre i tratti di un personaggio nell’immaginario collettivo: un dettaglio capace di conferire a una donna un fascino sofisticato e glamour (Marlene Dietrich, Bette Davis, Joan Crawford), e all’uomo un portamento elegante (Gary Cooper) o un carattere più virile e sicuro di sé (Humphrey Bogart su tutti), oppure un indice generazionale di ribellione e trasgressione (James Dean, i Beatles), quando non una vera e propria presa di posizione “politica” (Bob Dylan, Johnny Cash). Nel Novecento il fumo ha anche rappresentato un “luogo letterario” ricorrente in grado di caratterizzare, di volta in volta con diversi significati e sfumature, il prototipo del dandy (Wilde), dell’esteta decadente (Baudelaire), del grigio borghese conformista (Kafka), dell’antieroe politicamente schierato (Fenoglio, Pavese), del poeta individualista senza compromessi (Kerouac, Montale, Bukowski), dell’inetto che si crogiola nelle proprie dipendenze (Svevo). Il fumo racchiude enigmi esistenziali, muove la mente verso intuizioni di grande lucidità oppure la ottunde per lasciar espandere i sensi, stimola l’azione decisiva oppure la rimanda all’infinito, cela un’aspirazione frustrata e rivela al contempo il rifiuto di risolverla.
Proprio Italo Svevo dedica al fumo un intero capitolo del suo capolavoro “La Coscienza di Zeno” in cui il protagonista, accanito fumatore fin da bambino, interpreta il suo vizio in chiave psicoanalitica come simbolo di un rapporto edipico irrisolto, un fatto banale che rivela il significato della sua intera esistenza: per lui ogni sigaretta fumata in occasione di un qualsiasi evento tragico deve assolutamente essere l’ultima, solo così può avere un significato epocale. Ogni volta. Ed è così che la sigaretta successiva rappresenterà ogni volta la trasgressione più sublime.
Scrive Zeno nei suoi diari: “Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand'è l'ultima. Anche le altre hanno un loro gusto speciale, ma meno intenso. L'ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su se stessi e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute. Le altre hanno la loro importanza perché accendendole si protesta la propria libertà…”. Questa e altre più o meno compiaciute e narcisistiche motivazioni lasciano però presto spazio a un grosso quesito di fondo: “Adesso che son qui, ad analizzarmi – scrive il protagonista – sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che m'aspettavo?”
Livio
(Continua)
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( 3 / 463 )
Sono numerosi gli autori che nei loro libri, come nelle nostre interviste, tengono molto a ribadire il fondamentale concetto
– comune alle più svariate discipline – dell’unità del tutto: come siamo tutti correlati e interdipendenti, e come ogni nostra azione provochi una reazione che necessariamente, nel tempo, avrà una qualche ripercussione sulla nostra vita e modificherà di riflesso, a livelli più o meno percettibili e consapevoli, il contesto di relazioni e le dinamiche in cui ci ritroviamo inseriti.
A rischio di scadere nel banale applicando questo principio all’ambito dell’ecologia, vogliamo illustrarvi, nel post di oggi, una questione spinosa che forse non è ancora presente a tutti, rimanendo sempre fedeli al nostro ambizioso obiettivo di fornirvi costanti spunti di riflessione, aprire gli occhi e risvegliare le coscienze: si tratta dell’ennesimo, lampante esempio di come una politica di industrializzazione a oltranza e di sfruttamento ambientale perseguita sistematicamente per almeno sessant’anni a livello planetario – Stati Uniti in testa, e oggi anche con l’inquietante caso della Cina – ci stia portando sempre più rapidamente verso conseguenze irreparabili.
Lo sapete cos’è la garbage patch? E’ un’isola grande due volte il Texas, cinque volte l’Italia, situata nel bel mezzo dell’oceano Pacifico, fra Guadalupe e il Giappone, a due passi dalle isole Hawaii. Ma è un’isola molto particolare: ha infatti la capacità di spostarsi continuamente, in balia di uno strano gioco di correnti circolari. Perfino le sue dimensioni – attualmente un diametro di circa 2500 chilometri e una singolare profondità di 30 metri – tendono a espandersi. E’ molto probabile che tutti i governi del mondo ne conoscano l’esistenza, ma fingano di non sapere e non vedere, anche se su internet l’argomento è oggetto di vivo interesse su svariati fronti. No, non stiamo esattamente parlando dell’isola magica della serie Lost, bensì di un immenso agglomerato galleggiante di tonnellate e tonnellate (più di 4 milioni, si stima) di rifiuti di plastica e altre sostanze non biodegradabili, un concentrato tossico dalla consistenza melmosa, quasi come una zuppa, destinato a vagare in superficie per anni e anni senza mai sparire. Tutto quel che può succedere è che l’azione del mare e gli agenti atmosferici frantumino nel tempo questa mostruosa, gigantesca macchia di bottiglie e buste di plastica, contenitori di shampoo, palloni da pallavolo, impermeabili plastificati, tubi catodici di vecchi televisori, reti da pesca e quant’altro in pezzi e particelle sempre più piccole, le quali andranno poi in pasto a creature marine e volatili destinati ovviamente a morire avvelenati poco dopo, lasciando la propria carcassa a marcire al sole su un letto informe di poliestere.
E’ stato il ricercatore Charles Moore, con il suo battello per ricerche marine Alguita, il primo temerario ad avventurarsi attraverso il North Pacific Subtropical High, un enorme vortice di correnti lente e venti leggeri che in passato raccoglieva sostanze organiche come tronchi, erbe e alghe e dal 1950 ha invece iniziato a concentrare in un solo punto l’inquietante “residuo” della nostra sfrenata, rampante ed egoistica corsa al successo e a un benessere prettamente consumistico.
Il punto qual è? E’ renderci conto una volta di più che eco-compatibilità ed eco-sostenibilità non sono più concetti astratti di cui possiamo fare a meno delegando la nostra responsabilità a utopiche azioni governative, ma principi che devono costituire parte integrante non solo della nostra coscienza critica in quanto cittadini, ma soprattutto della nostra vita quotidiana: un modus operandi fatto di piccoli accorgimenti e maggior consapevolezza nella scelta dei consumi, nel riciclaggio dell’immondizia, nel ricorso a forme di energia pulita, nell’abitudine a privilegiare carburanti “verdi”, nell’attenzione alla nostra alimentazione e, fondamentalmente, nell’adozione di uno stile di vita rispettoso degli equilibri ambientali. Forse non basterà, è vero, e i risultati non saranno immediati, ma è importante capire che siamo noi a dover cominciare a muoverci nel nostro piccolo per ottenere un futuro migliore. Sarà una rivoluzione silenziosa, dunque, fatta di passi quasi impercettibili, ma irreversibili, verso una maggior consapevolezza del nostro ruolo, della nostra responsabilità, della nostra singolare posizione e importanza nel mondo.
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( 3 / 460 )Ciao a tutti! Vi siamo mancati? Se ci avevate dati per dispersi vogliamo tranquillizzarvi:
ci siamo, e più che mai!
Stavolta va ammesso che abbiamo un’ottima scusante per la nostra prolungata assenza sul blog nelle ultime settimane: siamo infatti stati impegnatissimi a preparare per voi un palinsesto ricco di novità esclusive per la nuova versione “in abbonamento” di Anima.TV – lanciata, come ormai saprete, all’inizio di questo mese.
Perché in ABBONAMENTO?
Come ci racconta Giulio nel video, per poter aumentare il livello qualitativo di ciò che va in onda e soprattutto per potervi garantire 10 ore di palinsesto a settimana necessitiamo di maggiori risorse… Senza il vostro supporto (attraverso un abbonamento mensile, appunto) non saremmo in grado di viaggiare per mezza Italia, e di garantire operatori, montatori, intervistatori, redattori, tecnici… in grado di offrire un costante servizio di messa in onda…
Dato che teniamo molto a essere all’altezza delle vostre aspettative, è stato essenziale prendere tempo per valutare determinate scelte strategiche mirate a migliorare la qualità della nostra offerta, e questo a partire proprio dalle vostre richieste ed esigenze.
Ecco perché abbiamo ideato un breve SONDAGGIO (tre domande) partecipando al quale ci aiuterete a costruire insieme la programmazione dei prossimi mesi, e in cambio riceverete – come segno della nostra gratitudine per il tempo che ci dedicate – l’opportunità esclusiva di conoscere e navigare “dentro” Anima.TV completamente GRATIS fino al 30 di giugno!
Clicca qui per andare al SONDAGGIO
Così, se ancora non lo avete fatto, avrete comunque modo di valutare e approfondire quanto stiamo proponendo a palinsesto: convegni, interviste, speciali, approfondimenti e corsi… finalmente in forma integrale e a portata di “click”…
…questa settimana il palinsesto di Anima.TV vi porta direttamente sul palco dei convegni più seguiti e vi propone gli interventi integrali, fra gli altri, di Igor Sibaldi, Massimo Corbucci, Eric Pearl, Alessio Tavecchio, Manuela Pompas, Giampaolo Origlia e Fabio Marchesi.
Trovate inoltre anche le interviste dedicate al “2012”… Cosa dobbiamo aspettarci per questa data? Lo abbiamo chiesto a Marco Columbro e a Salvatore Brizzi.
Dal 1 giugno partirà poi il nuovo format “A lezione con…” dedicato ai seminari e ai corsi: e chi meglio di Igor Sibaldi può aprire questa serie di lezioni? L’autore sarà presente con la prima lezione, divisa in quattro tempi, del Corso di Esegesi.
Per i convegni, Paul Kircher ci parlerà di campi morfici e stress, Roy Martina del potere della mente e di autoguarigione, Howard H. Lee di conoscenza codificata nella luce… E tra gli ospiti in studio, Peter Roche De Coppens ci parlerà di amore e passione.
Attendiamo il vostro riscontro!
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Perdere di vista i propri obiettivi fondamentali. Dare per scontati i propri affetti e i propri legami. Dimenticare gli errori commessi in passato e le lezioni apprese. Quante volte capita nella vita di arrivare a un punto critico in cui, improvvisamente dopo lunghi periodi di “ottenebramento”, si riesce a sollevare lo sguardo su una visione d’insieme della propria vita e rimettere in prospettiva passato presente e futuro. Una pausa fuori dal tempo in cui guardiamo finalmente la nostra vita dall’esterno, quasi come un pirandelliano “Fu Mattia Pascal”, e affrontiamo le nostre emozioni, anche le più scomode, ritrovando l’accesso a una dimensione più profonda della nostra coscienza troppo spesso obliata in favore di un procedere meccanico e automatico che ci ha allontanato da noi stessi. Ci si chiede “A cosa stavo pensando per tutto questo tempo? Qual’era il mio scopo originario? Sto seguendo la direzione giusta?”
A provocare questo rovesciamento di prospettiva, spesso è un evento subliminale apparentemente insignificante: una frase detta di sfuggita, una canzone, una fotografia, un piccolo incidente, un volto per strada che ci pare familiare. Una mera percezione – un biscotto in una tazza di tè, il raggio di un faro, il fischio lontano di un treno – che scatena un vortice di sensazioni e ricordi e ci porta lontani nel tempo e nello spazio, fuori dal tempo e fuori dallo spazio.
È in questa dimensione privilegiata che ci trasformiamo in un occhio rivolto sul nostro mondo interiore, uno scandaglio nelle profondità del nostro animo. Al di là delle relazioni e dei condizionamenti, al di là delle emozioni che ci distraggono e ci bloccano, una lucida consapevolezza illumina per un istante il nostro destino. Si fuoriesce dalla vita, per restare sospesi a vedersi vivere, come riflessi in uno specchio. È qui che comincia l’analisi del proprio mondo interiore. È questa dimensione che la letteratura, la filosofia e la psicologia occidentali hanno privilegiato come oggetto di indagine nel Novecento, una dimensione in cui il tempo perde quei connotati di oggettività, misurabilità e ritmicità in base ai quali ci muoviamo quotidianamente, e diventa – come diceva Henri Bergson – pura “durata”, uno scorrere fluido in cui convergono passato e futuro, un mero “flusso di coscienza” in cui prima e dopo, causa e effetto non hanno più senso se considerati nella loro abituale, logica linearità. L’occhio del pensiero riesce finalmente a considerare l’insieme delle relazioni, dei significati e dei desideri che compongono il tessuto delle nostre esperienze, aprendosi su nuovi orizzonti, nuove possibilità di esistenza che prima non riuscivamo a cogliere. È il primo passo di un viaggio interiore, una spirale che porta passo per passo a una rinnovata, più approfondita conoscenza di noi stessi – non come eravamo abituati a percepirci e raffigurarci fino a quel momento, ma di come siamo qui e adesso, cambiati, cresciuti e arricchiti spiritualmente oppure regrediti e svuotati di senso.
All’inizio del secolo, opere di autori imprescindibili come Marcel Proust, James Joyce, Virginia Woolf, Italo Svevo hanno saputo magistralmente fissare sulla pagina il nascere e il divenire di questo percorso introspettivo, coglierne la potenzialità rigenerante così come i rischi e le degenerazioni autodistruttive. Finalizzata alla ridefinizione dei propri obiettivi e del proprio atteggiamento globale nell’affrontare la vita, con le sorprese e le difficoltà che di continuo ci presenta, l’autoanalisi risulta un momento essenziale di crescita e maturazione, un mezzo per ricondurci all’azione con rinnovata lucidità ed energia.
Quando invece tende a protrarsi ad oltranza trasformandosi in una mera decostruzione logica delle nostre motivazioni, da mezzo si tramuta in un fine, e rischiamo di perderci in una condizione mentale ed emotiva di isolamento solipsistico, una prigione sterile in cui anziché recuperare una visione d’insieme del nostro mondo e ritrovare uno stimolo creativo, deformiamo l’immagine che abbiamo di noi stessi e ci costruiamo ostacoli che ci bloccano e limitano. È qui che interviene il ruolo degli “altri”.
Se siamo stati in grado di creare, nel tempo, relazioni autentiche, di metterci in discussione e confrontarci, spogliarci delle nostre difese e aprire la nostra anima a chi abbiamo incontrato e ci è stato vicino, ecco che “l’altro da me” risulterà fondamentale nel mostrarci chi siamo nel momento in cui non saremo più in grado di “rispecchiarci” da soli, e la nostra posizione nella mappa del nostro destino ci risulterà nuovamente offuscata. Potranno essere persone – come amici o amori – oppure semplici esperienze – come un viaggio, un nuovo contesto di lavoro o l’approfondimento di un nostro interesse a lungo trascurato – a portarci stavolta in questa dimensione del “fuori di me”, questo rovesciamento di prospettiva essenziale per ricondurci a quella capacità di “visione d’insieme” necessaria per tornare a riconoscere il nucleo più autentico di noi stessi e riorientare di conseguenza il nostro cammino.
Livio
OLGA KARASSO - LIBRI ED AUTOANALISI
STEFANO FUSI - L'AUTOANALISI COME ASCOLTO
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( 3 / 456 )Il 23 aprile 2009 in Italia e in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, promossa dall'UNESCO. La data non è stata scelta a caso: proprio quel giorno, e nello stesso anno del 1616, William Shakespeare, Miguel de Cervantes Saavedra e “El Inca” Garcilaso de la Vega morirono.
In questo modo, si vuole rendere omaggio a un formidabile strumento di cultura, educazione e confronto, quale è il libro, e allo stesso tempo evidenziare prospettive e problematiche legate agli autori e all'ambito dell'editoria.Il libro si è fatto portavoce di interi secoli di comunicazione, di denuncia sociale e politica... il libro ha messo in contatto persone e culture, di generazione in generazione... La sua vita è stata messa a dura prova dalla televisione, dai nuovi media... ma forse sarebbe più corretto dire dalla "passività" della gente che, ancora oggi e in buona percentuale, non legge, perché assorbita dal TG, dall'ultimo file musicale, dalla telenovela, dalla partita di calcio, dal videogioco, dalla chat...
E poi, ci sono anche tutti quei bambini (cresciuti e non) figli di mondi che non consideriamo mai nella nostra realtà quotidiana e dove gravano guerre, fame e malattie... bambini che desidererebbero imparare a leggere, accorgersi e scoprire quanto lontano (e vicino) può portare un libro...
Impossibile pensare di fare a meno della scelta di contenuti e dello stimolo a pensare (creare, sognare e crescere!) che il libro (sia esso anche telematico) ci offre...
Alcuni titoli? Impossibile seguire un criterio preciso nel proporli, perché sono tanti davvero... Tra i più "famosi": Guerra e Pace, la Bibbia, La Divina Commedia... volete completare voi la lista?
Buona lettura!
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( 3 / 472 )Molti non ce l’hanno fatta, ma moltissimi, ora, hanno bisogno di noi. Il terremoto che meno di 48 ore fa ha coinvolto l'Abruzzo, ha lasciato la regione in uno stato di profonda emergenza... Possiamo dare il nostro sostegno alle associazioni coinvolte nelle operazioni di soccorso. Ad esempio, ecco una lista, segnalata da Panorama.it, di associazioni autorizzate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri a partecipare agli interventi di aiuto:
Associazione guide e scouts cattolici italiani 06/68166236
Associazione nazionale alpini 0773/1875164 oppure 02/6592364
Associazione nazionale carabinieri 06 /36000804
Associazione nazionale pubbliche assistenze 055 /7874536
Associazione nazionale vigili del fuoco in congedo 06 /76983385
Associazione nazionale vigili del fuoco volontari 02/6692192
Cives – coordinamento infermieri volontari per l’emergenza sanitaria 055/355648
Cisom Corpo italiano di soccorso ordine di malta 06/45440764
Confederazione nazionale delle misericordie d’Italia 055/ 3261261
Corpo nazionale giovani esploratori ed esporatrici italiani 06/83769051 oppure 0761/498041
Federazione italiana ricetrasmissioni 02 /45495688 oppure 02/8057446
Legambiente 06/86218474
Psicologi per i popoli 0465/322071
Prociv – Arci Associazione nazionale volontari per la Protezione civile 06/23328358
Ucis – unità cinofile italiane da soccorso 030/9921827 oppure 0364/45522
Unitalsi 06/6781421
PER EFFETTUARE DONAZIONI
Caritas
C/C POSTALE n. 347013
o tramite UNICREDIT BANCA DI ROMA S.P.A.
IBAN IT38 K03002 05206 000401120727
Causale: “TERREMOTO ABRUZZ
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - IBAN: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - IBAN: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - IBAn: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
Caritas Ambrosiana
C/C POSTALE n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
C/C BANCARIO n. 578 - Cin P, ABI 03512, Cab 01602 presso l’ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
IBAN: IT16P0351201602000000000578
Causale: “TERREMOTO ABRUZZO 2009″
Croce Rossa Italiana
C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma.
IBAN: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale: “PRO TERREMOTO ABRUZZO”
Opp.
C/C POSTALE n. 300004
intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: “PRO TERREMOTO ABRUZZO”
Opp.
Per versamenti on line: www.cri.it/donazioni.html
INOLTRE
SMS
Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, in accordo con il Dipartimento della Protezione civile, hanno attivato il numero 48580 - Ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione civile, per le operazioni di soccorso e assistenza.
POSTE ITALIANE
A partire dal 7 aprile è attivo il conto corrente 10 40 0000 che Poste Italiane ha messo a disposizione per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, su richiesta della Regione Abruzzo.
Da Facebook, riportiamo inoltre alcune notizie riferite dal gruppo “EMERGENZA ABRUZZO: COORDINAMENTO RACCOLTA-NON è UN EVENTO!”:
Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
Per volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201
Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627
Per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali, per Pescara: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687
Per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell’Avis più vicine: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545
Per enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con la associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c’è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico. Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201
TUTTE LE STRADE DI ACCESSO SONO BLOCCATE DALLE FORZE DELL'ORDINE
NON PARTITE ASSOLUTAMENTE.
L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO. Per INFO 06 491340, C'è bisogno di posti letto! chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiamate 0854308309
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( 3 / 499 )Eccoci qua, finalmente, dopo un paio di settimane davvero intense! Ora vi raccontiamo tutto...
Innanzitutto, siamo da poco tornati da Bellaria, dove si è svolto il 15° Convegno Internazionale - "IL MISTERO dell'ESISTENZA UMANA - dalla Mente all'Interiorità" (26-29 marzo 2009)... abbiamo incontrato tantissimi autori ma anche molti di voi: grazie ancora per il vostro entusiasmo!
Presto troverete online i frutti di questa nostra “escursione”... e giusto per darvi un assaggio vi informiamo che, tra le varie......EricPearl, noto chiropratico di successo, ci ha parlato di “guarigione riconnettiva”... Marie Noelle Urech, scrittrice e counseler, ci ha portato nel mondo della sincronicità... Anna Maria Bona scrittrice e ricercatrice nell'ambito delle terapie energetico-vibrazionali, ha risposto alle nostre domande sulle dimensioni invisibili e sul 2012... e sempre di questa fatidica data, e in particolare di “come sopravvivere al 2012” ce ne ha parlato lo psichiatra e ricercatore spirituale Stefano Silvestri...
E ancora: con la guaritrice spirituale Zdenka Hamarova abbiamo affrontato il tema della malattia e della guarigione... Janet Atwood, collaboratrice di Rhonda Byrne per “The secret”, ci ha parlato del “segreto” della Legge dell'Attrazione... con Raul Micieli, direttore del Gruppo Metafisico d'Italia, abbiamo approfondito la figura dei Maestri di Shamballa e l'energia dei 7 Raggi... Con Howard Y. Lee, il “maestro dell'Energia”, abbiamo parlato di guarigione... e con Roy Martina, medico ortomolecolare, abbiamo esplorato i processi che conducono alla salute fisica e psichica...
E ancora: Nichola Caposiena, esperto di crescita personale, ci ha parlato del codice spirituale del DNA... Igor Sibaldi, teologo, ci ha parlato dei numerosi volti dell'io.. il medico Gabriella Mereu ci ha coinvolti con la sua Terapia Verbale... Danilo P. Diinabandhu, ricercatore spirituale, ha risposto alle nostre domande sulla PMT (Trasmutazione Piramidale delle Memorie) e sull'Acqua Diamante...Masaru Emoto, ricercatore fisico, ci ha portato nel mondo dei cristalli d'acqua... Lo scienziato ed esperto di geometria sacra Dan Winter ci ha parlato dei corpi aurici e della natura elettrica della coscienza... E tanto altro!
Ma non finisce qui...
Lo avete letto nella newsletter... lo avete scoperto navigando nella nostra homepage... Oggi si è aperta una nuova grande finestra, quella di
www.anima.tv
una vera e propria WeB-TV... un approfondimento full-screen sul mondo della Coscienza, con un vero e proprio palinsesto... e, tra le novità, trovate anche i convegni integrali degli autori - e naturalmente anche quelli dei protagonisti di Bellaria!
Giorno dopo, potrete scoprire nuovi contenuti e approfondimenti... Ma non stiamo qui a darvi tutti i dettagli, dai... correte a vederla con i vostri occhi...Intanto, ci presentiamo a voi in versione beta... perché siamo in crescita, perché attendiamo i vostri suggerimenti, gli aiuti e le critiche che vorrete offrirci...
... Vista? Piaciuta?
... Che ne pensate?!
... E non è uno scherzo!!
Buon primo aprile!
Continua
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( 3 / 460 )
...E’ da un po’ che sto qui seduta alla scrivania cercando di scrivere il post, non credo sia un problema di argomenti, né di concentrazione... è che non riesco a fare silenzio dentro di me. Non posso far altro dunque, dopo aver -a lungo- ascoltato questi rumori che cercare di tradurli in suoni e condividerli con voi.Una persona che amo molto, mi ha parlato di un grosso problema, vitale, nell’accezione più stretta di questo termine. Ho ascoltato, ho pregato tra me e me, ho cercato il non giudizio, la neutralità dello specchio, ho espresso il mio pensiero solo quando mi è stato chiesto e l’ho fatto pensando a cosa avrei fatto io al suo posto. Da manuale... ma ho sbagliato... Dove?
Ognuno di noi interpreta la realtà, prende delle decisioni, si innamora, soffre, guarisce sulla base del proprio mondo interno. E tanti sono questi mondi, quanti sono gli esseri umani su questo pianeta e oltre.
Posso io sentire o pensare come farebbe qualcuno la cui realtà soggettiva è diametralmente opposta alla mia? No. Ma non posso neanche farlo al posto di chi è cresciuto con me o di chi mi ha generato, per quanto numerosi possano essere i tratti comuni, lo stesso oggetto, la stessa sensazione saranno sempre percepiti in modo differente, non vorranno mai dire esattamente la stessa cosa.
Questo ci condanna ad un' eterna solitudine, ad un’irreversibile incomunicabilità? No. Io posso ridere, godere, piangere o sognare con loro. Come? Ho pensato a questo punto, che la chiave da scrivere all’inizio di questo pentagramma così incodificabile, fosse LIBERTA’. La libertà che concede all’altro di esistere, la libertà che ci diamo e che gli diamo di essere ciò che è. E non ciò che supponiamo, vogliamo, immaginiamo.
Ho sbagliato perché ho pensato a ciò che avrei fatto io, ho osservato il problema dal mio punto di vista, ritenendo che la mia realtà fosse più ragionevole, opportuna, insomma più vera dell’Altra. Tutto ciò che viviamo non è altro che una nostra proiezione, un nostro riflesso e questo conferisce uguale veridicità alla mia, alla tua, alla sua realtà, contemporaneamente, senza contraddizione.
Vi ricordate il Piccolo Dizionario di Parole Fraintese? Era all’interno di alcuni capitoli de “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Kundera prendeva una parola e ne spiegava il significato dal punto di vista di due diversi personaggi del romanzo. Incredibile come una chiesa, le note di un piano, un temporale evocassero associazioni così lontane, differenti, incongruenti. Si può dire quale fosse più vera? Ancora una volta, no. Inutile affannarsi o discutere non c’è nessuno da persuadere, da cambiare. LIBERTA’.
Libertà quindi di Punti di Vista... qual è il vostro?
Vi abbraccio con una frase di Lama Michel Rimpoce: "Non cerchiamo di cambiare il modo, ma il modo in cui lo percepiamo"!
Nicol
PS. Se vi va, andate a dare un’occhiata al nostro argomentario, molti altri autori ci hanno parlato di... Libertà e Responsabilità.
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( 3 / 514 )Salvatore Brizzi è noto al grande pubblico quale esperto ed autore di testi di successo relativi all'Alchimia trasformativa. Egli intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui.
Questa settimana Salvatore Brizzi è nostro ospite, e ci propone un articolo che affronta in particolare il tema de "La creazione della realtà e la trappola planetaria"; inoltre, con l'occasione di questa sua permanenza nel nostro VideoBlog, l'autore si rende disponibile nei prossimi giorni per rispondere a eventuali commenti e domande sull'argomento.
LA CREAZIONE DELLA REALTÀ E LA TRAPPOLA PLANETARIA
Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime. È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, fino a quando un giorno non si sentirà “Uno con tutte le cose”.
Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo “là fuori” sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.
Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno a noi, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da una élite di uomini che governa il mondo nell’ombra.
Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza dentro di sé solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo il fatto di essere ancora troppo lontani dalla nostra essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.
L’élite che governa il mondo è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che ci sia un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, questo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia... siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate. Così il mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!
Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio... e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che il mondo si sia abbattuto su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà il coraggio di pensare: “Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.
Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà... e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito solo di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner... sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.
Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio... e arrabbiarsi con lei... e aver paura di lei. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner... Siamo ipnotizzati da un fantomatico “mondo di fuori”. Crediamo che le disgrazie possano colpire “a caso”... non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive... e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente. La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pedofilia... Ma il mondo è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il guerriero ha il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno... che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica... diventa imprevedibile... pericoloso.
Salvatore Brizzi
www.antipodiedizioni.com
http://officinaalkemica.altervista.org/
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