PUNTI DI VISTA


Ci sono tanti modi di guardare alla realtà, tanti "punti di vista" e da ognuno di questi pensiamo che ci sia sempre qualcosa da imparare.

Noi della Redazione di NonSoloAnima.Tv ci proponiamo a voi attraverso questo video-blogger con il nostro punto di vista, e allo stesso tempo vi invitiamo ad esprimere il vostro: crediamo che sia un'ottima occasione per confrontarsi, esprimere e scambiare idee... lungo un sentiero che in un modo o nell'altro stiamo percorrendo tutti insieme!

Grazie di essere arrivati fino a qui, Buon Viaggio!

La Redazione
NonSoloAnima.Tv





17. LA CREAZIONE DELLA REALTÀ E LA TRAPPOLA PLANETARIA 
Salvatore Brizzi è noto al grande pubblico quale esperto ed autore di testi di successo relativi all'Alchimia trasformativa. Egli intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui.



Questa settimana Salvatore Brizzi è nostro ospite, e ci propone un articolo che affronta in particolare il tema de "La creazione della realtà e la trappola planetaria"; inoltre, con l'occasione di questa sua permanenza nel nostro VideoBlog, l'autore si rende disponibile nei prossimi giorni per rispondere a eventuali commenti e domande sull'argomento.






LA CREAZIONE DELLA REALTÀ E LA TRAPPOLA PLANETARIA



Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime. È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, fino a quando un giorno non si sentirà “Uno con tutte le cose”.



Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo “là fuori” sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.



Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno a noi, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da una élite di uomini che governa il mondo nell’ombra.



Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza dentro di sé solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo il fatto di essere ancora troppo lontani dalla nostra essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.



L’élite che governa il mondo è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che ci sia un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, questo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia... siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate. Così il mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.



Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!



Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio... e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che il mondo si sia abbattuto su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà il coraggio di pensare: “Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.



Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa
. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà... e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito solo di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner... sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.



Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio... e arrabbiarsi con lei... e aver paura di lei. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner... Siamo ipnotizzati da un fantomatico “mondo di fuori”. Crediamo che le disgrazie possano colpire “a caso”... non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive... e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente. La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pedofilia... Ma il mondo è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.



Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il guerriero ha il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno... che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica... diventa imprevedibile... pericoloso.



Salvatore Brizzi

www.antipodiedizioni.com

http://officinaalkemica.altervista.org/



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16. FRASI DI LUCE 
Ciao a tutti



Vorrei dedicare questa puntata del blog a quelle che amo definire “frasi di luce”... quelle brevi citazioni, cioè, che hanno il potere di suscitare sentimenti di speranza e di coraggio, e di accompagnarci - con la loro forza - in questo viaggio sulla Terra, soprattutto durante i momenti più difficili...



Quali sono le vostre frasi di luce? Come le avete incontrate? Cosa vi hanno donato? Dove vi hanno condotto? … Frasi pronunciate da maestri, personaggi… o da anonimi… non ha importanza, l’importante è che risuonino nella vostra Anima!



… Incomincio intanto a suggerirne qualcuna, dal mio punto di vista, nella speranza che possano donare un po' di luce, o anche solo un sorriso.



Eccole:




La vita non può essere posseduta. Non la puoi trattenere in un pugno: se la vuoi avere, devi tenere aperte le tue mani.

(Osho)



Come mi apparirebbe il mondo degli altri se a un tratto i suoi sistemi di controllo smettessero di agire su di me? Che cosa svanirebbe dell'io e cosa comincerebbe a guidarmi? I miei disagi mi indicherebbero direzioni; i miei limiti si trasformerebbero in domande. L'io si accorgerebbe di essere molto diverso da quel che credeva. Prenderebbe forma dinanzi a ogni suo sguardo un mondo più grande, che non nega e non scosta nemmeno il mondo già noto, ma lo fa apparire illusorio nella misura in cui pretende di essere l'unico mondo reale.

(Igor Sibaldi)



Voi siete il vostro desiderio stimolante e recondito. Il vostro desiderio è la vostra volontà. La vostra volontà è la vostra azione. La vostra azione è il vostro destino.

(Brihadaranyaka Upanishad IV,4,5)



La sofferenza ed il piacere sono transitori; sopportate ogni dualità con calma, cercando allo stesso tempo di portarvi al di là del loro potere. L'immaginazione è la porta da cui entrano sia la malattia che la guarigione. Rifiutate di credere alla realtà della malattia, anche quando siete ammalati; un visitatore non accolto scappa via presto!

(Da Autobiografia di uno Yogi - P. Yogananda)



Noi troviamo negli altri quello che c’è dentro di noi. Se vediamo intorno a noi soltanto fango è perché c’è fango in qualche parte dentro di noi. Quando saremo veramente cambiati tutto sarà cambiato intorno a noi.

(Mère)



Non cercare con gli occhi mortali, come l'intelletto (il pensiero) ci invita a fare. Sono proprio le cose che si credono maggiormente esistenti a esistere meno di tutto. Bisogna opporsi a quello che è comunemente accettato, altrimenti saremo respinti dal nostro Dio (...)

E' necessario contrapporsi all'ovvio, a ciò che è comunemente accettato, altrimenti saremo respinti dall'anima.

(Lev Sestov)



Forse il tentare porta persino all'infelicità. Forse tutto il rumore del mio desiderio ha tenuto lontano lo strano uccello dalle mie spalle. Ho inseguito la felicità così a lungo e così fortemente. Ho cercato nei luoghi più remoti, in lungo e in largo. Ho sempre immaginato che la felicità fosse un'isola nel fiume. Forse essa è il fiume. Pensavo che la felicità fosse il nome di una taverna in fondo alla strada. Forse essa è la strada. Credevo che la felicità fosse sempre domani, e poi domani, e domani ancora. Forse essa è qui. Forse essa è ora. E io ho guardato in qualsiasi altro luogo.

(Michael Adam)



Riconosci l’appello anche nel cadere d’un petalo di rosa. La vita è piena di voci che chiamano.

(Da Foglie del Giardino di Morya)



Camilla



Continua

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15. COMPRENDIAMO LA NOSTRA SCELTA SPIRITUALE! 
Roberto Maria Sassone è psicologo, psicoterapeuta e analista reichiano, ma soprattutto è una persona che dedica il suo impegno quotidiano a favore della conoscenza di sé e della crescita spirituale.

Ed è proprio il tema della "spiritualità" che oggi affrontiamo insieme a lui, attraverso la seguente lettera: un invito a sondare le motivazioni delle proprie scelte spirituali...





Cari amici,

ormai sono molte le persone che meditano, che fanno yoga, che seguono qualche disciplina esoterica…

Certamente è un buon segnale di qualcosa che inizia a muoversi nella coscienza collettiva ed io sono il primo a sostenere queste aspirazioni; ma… cosa realmente vi spinge ad intraprendere queste strade? Cosa state cercando veramente? Quali sono le motivazioni che vi hanno condotto a scegliere una specifica via?

Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Perché alcuni si appassionano al channeling, altri agli angeli, altri ancora allo zen, allo yoga, al sufismo?

Ritengo importante che ognuno comprenda con chiarezza ciò che sta dietro alle proprie scelte, per renderle più vere e separare l’aspirazione autentica da quelle parti dell’ego che in ogni caso riescono ad intrufolarsi anche nelle cose più sacre.

Vi propongo di rispondere a questo quesito per conoscerci meglio.



Roberto Maria Sassone






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14. DIFFICOLTA’ SESSUALI, UNA BUONA SCUSA PER SENTIRSI VITTIME DELL’AMBIENTE? 
Cari Amici, questa settimana ospitiamo nel nostro Video-Blog Maria Rosa Greco, che ci parla di sessualità, e in particolare di difficoltà sessuali e il contesto in cui sono trattate...



Inoltre, Maria Rosa Greco interverrà di persona, attraverso un video, su questo stesso Blog, per rispondere ai commenti che perverranno entro questo venerdì sera... non esitate quindi a fare le vostre domande!






DIFFICOLTA’ SESSUALI, UNA BUONA SCUSA PER SENTIRSI VITTIME DELL’AMBIENTE?



C’è chi sostiene, tra gli specialisti in andrologia, che una buona percentuale dei disturbi sessuali maschili sia causata dall’”imperversare” di una tendenza aggressiva e dominatrice da parte della donna. E’ proprio così, o si tratta invece di una facile scusa per soffocare le vere ragioni di un disagio che senz’altro è più comodo addebitare a questo fantomatico Ambiente?



Qualche giorno fa, mentre guidavo, ho ascoltato un’intervista radiofonica ad uno specialista della medicina ufficiale, che riportava una delle conclusioni emerse nel corso di un congresso italiano sui disturbi sessuali. In sintesi, il medico affermava che due cause su tre di disturbi sessuali maschili sono da ricondurre ad un eccessivo dominio della donna, e l’intervento “curativo” consigliato era l’assunzione di certi tipi di farmaci... etc., etc.



Avere udito questa notizia alla radio ha senz’altro sortito un risultato piacevole in me “uditrice”: è trascorso in un baleno il tempo passato in fila nel traffico cittadino. Quella informazione è riuscita a spostare la mia attenzione, suscitandomi il desiderio di scrivere un articolo sull’argomento, cosa che sta giustappunto accadendo, a distanza di qualche giorno!



Voglio esaminare con voi il messaggio, neanche troppo velato, della notizia citata. Partiamo dal grande rischio che si corre ogni volta che un punto di vista diventa La Realtà. Ritengo, per esempio, che quel punto di vista che ha portato a fornire quella spiegazione dei disturbi sessuali maschili non sia altro che una interpretazione di una parte di un contesto socio-accademico (che pare sia espressione di una maggioranza) che definisco “patriarcale”.



Non parlo da “femminista” che vuole a tutti i costi difendere la donna dal mondo maschile “brutto e cattivo”, ma da persona esperta nel campo delle culture matriarcali e al tempo stesso nel campo delle terapie olistiche.



Delle culture matriarcali amo l’armoniosa integrazione tra le capacità del maschile e quelle del femminile. Quelle culture, diverse delle quali sono ancora vive ed estremamente vitali in varie parti del mondo, hanno fatto la scelta di fondo di non puntare alla contrapposizione e alla lotta tra maschile e femminile, che conduce inevitabilmente a reciproci atteggiamenti difensivi, bensì alla interconnessione ed alla complementarietà che porta all’arricchimento interiore e dell’ambiente.



Reputo estremamente 1) rischioso e 2) contraddittorio affermare che un problema sessuale derivi prevalentemente da una tendenza socio-culturale e che, d’altro canto, la cura sia un medicamento chimico!



1) Rischioso perché un disagio sessuale, anche in presenza di disfunzioni biochimiche o di problemi di natura organica, non può essere considerato solo un problema del corpo, altrimenti non si spiegherebbero le frequenti risoluzioni di problemi sessuali dovute solo ad interventi psicoterapeutici, cosa che sperimento molto spesso nella mia pratica professionale, e si tornerebbe ad essere sordi o ciechi verso la tendenza, ormai molto riconosciuta anche in diversi ambiti della medicina ufficiale, a considerare il benessere e i disagi dell’essere umano come causa ed effetto di un gioco di equilibri psico-fisici in continua trasformazione.



Altro rischio molto insidioso riguarda la tendenza, fin troppo comune, di attribuire in prima istanza all’esterno la “colpa” dei propri disagi personali. Questo è ciò che in genere fa chi si sente vittima “prediletta” di un mondo creato quasi esclusivamente per provocargli sofferenza. Perpetuando, in tal modo, una tendenza all’egocentrismo tipica di una particolare fase di sviluppo infantile che, prolungata, diventa non congruente rispetto ad altre qualità evolutive come la responsabilità personale.



Da questo punto di vista, può essere fin troppo comodo raccontarsi che i disturbi sessuali di molti uomini dipendono dal confrontarsi con un mondo femminile eccessivamente aggressivo, la qual cosa è senz’altro reale in alcuni contesti. E’ meno comodo, però, comprendere che se si vive l’esterno come aggressivo e dominante, sia esso vestito da maschio o femmina, questo probabilmente significa che c’è da lavorare sulla propria autostima e sulla propria capacità di autoaffermazione.



2) Contraddittorio perché, se pur la componente socio-culturale fosse confermata come causa prevalente di un disturbo, pensare che la soluzione consista nella pura e semplice somministrazione di certi farmaci chimici significa che ci si trova in presenza di un corpo che può solo subire interventi esterni, in quanto non è capace di trasformarsi facendo leva sul potere della propria intenzionalità e sul coinvolgimento attivo nella soluzione dei propri disagi, avendone compresi i messaggi utili in quel momento nel proprio percorso di evoluzione personale.



È vero che la nostra storia personale esprime quello che ci è stato trasmesso dai nostri genitori e le esperienze che abbiamo scelto di fare, ma, ad un certo punto della vita, è importante anche consapevolizzare che solo sentendoci esseri umani soli possiamo prendere in mano realmente la nostra vita ed incontrare il mondo.



Fin quando, invece, daremo sempre e comunque la responsabilità all’esterno di ciò che siamo non scopriremo chi siamo e cosa vogliamo realmente.



Maria Rosa Greco







LE RISPOSTE DI MARIA ROSA GRECO
per Vittoria, Matteo, Simo, Nicol e Francesco:



PARTE I









PARTE II











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13. TUTTI HANNO BISOGNO DI SAPERE DA DOVE VENGONO, PER POTERSI COSTRUIRE 


Tutti hanno bisogno di sapere da dove vengono per potersi costruire. Partendo da questo presupposto vorrei fare con voi un viaggio, ma non vi anticipo nulla, andiamo insieme...



La prima autrice che vi presento è Marie Rose Morò, è grazie anche a lei che oggi possiamo parlare di etnopsicoanalisi (per i dettagli biografici, bibliografia etc… so che ve la caverete da soli, proverò a sintetizzarvi -dunque- parte del suo pensiero).



Partiamo dal concreto, dalla necessità di aiutare, curare, comprendere l’Altro, lo straniero, l’immigrato.



Per fare questo, le pratiche psicoterapiche esistenti hanno avuto bisogno di sporcarsi e il meticciato –come sempre fecondo- ha dato origine alla terapia transculturale: un nuovo dispositivo che tiene conto della cultura d’origine, dell’Alterità, disciplina il cui oggetto di studio sono le rappresentazioni culturali e le organizzazioni umane con le loro logiche politiche, sociali e spirituali.



E qui vi lancio il primo sassolino: una delle parole d’ordine di questa disciplina è il decentramento, cosa vuol dire secondo voi -al di là delle implicazioni teoriche-? Per me vuol dire moltiplicare i riferimenti di lettura di un fatto, comprendere la diversità nel senso di accettare l’altro da sé, senza averne paura, senza eccedere nella fascinazione, senza desiderare la sua trasformazione o la nostra…



Oggi più che mai tutto questo mi sembra necessario. Impariamo a capire che si tratta di un atteggiamento tutt’altro che pericoloso, anzi è semmai fonte di un’ineguagliata ricchezza. Applicando questo principio infatti, dal concreto arriviamo al simbolico, all’astratto (vi invito a leggere le trascrizioni di alcune sedute di etnopsicoanalisi, io le trovo di un interesse straordinario….!). Ci avviciniamo sempre di più alla ricerca, all’origine di noi stessi e dunque dell’Uomo, visto nella sua Singolarità e Universalità.



La costruzione dell’identità, non è qualcosa di statico ma è un processo, una continua dialettica tra incontri, interazioni e valori, percorsa da una costante tensione dinamica tipica di ogni sistema complesso.



Ed è proprio a partire dallo studio di questo tipo di sistemi che Bert Hellinger ha iniziato a parlare di Costellazioni Familiari (sviluppando le idee di base della psicologia sistemica….).



A questo punto del nostro viaggio, smetto di parlare e lascio che sia la voce di un esperto a guidarvi.



Un video-sassolino, dalle costellazioni familiari alle correlazioni sistemiche:












Torniamo ora al simbolo, alla cosmogonia che con un salto ci porta allo Sciamanesimo e ai riti di guarigione (sembra un bel salto -lo so- ma spero di farvi capire come il territorio dell’atto, dell’agito, dello sciamano non sia poi così lontano da quello delle parole, delle rappresentazioni e del terapeuta, ci stiamo muovendo lungo un continuum…).



Concedetemi però, un’ultima digressione, prima di farvi incontrare il prossimo autore.



Freud ha detto che il soggetto non può che definirsi in relazione ai suoi genitori…. Allarghiamo la visuale, decentriamoci: la vita è relazione, noi siamo le nostre relazioni. Queste però sono certamente predeterminate dalle nostre rappresentazioni collettive che contengono a loro volta le nostre proiezioni individuali.



Qui però non si tratta di ragionare per somma o sottrazione, l’uno non è riconducibile all’altro ed è proprio questo che ci porta a riconoscerci come Unici nella Creazione.



Provo a essere più chiara: noi siamo una gestalt, siamo la somma del nostro bagaglio genetico, del nostro karma, ma siamo anche frutto del contesto in cui nasciamo e viviamo, le nostre interrelazioni sono strutturanti. E qui arriviamo al punto che mi sta più a cuore, noi riflettiamo caratteristiche, punti di forza, nodi, malattie, posture, inclinazioni, lineamenti non solo dei nostri genitori, ma di tutti i nostri avi, portiamo dentro di noi l’intera nostra stirpe. E certo, non solo a livello cellulare, biologico ma soprattutto a livello emozionale e profondo noi ci portiamo dentro le proiezioni di intere generazioni. Nell’inconscio non esiste distinzione tra oggettivo e soggettivo, tra reale e metaforico, esso infatti proietta indistintamente all’esterno tutto ciò che lo attraversa.



Altro sassolino: scriviamo (nella nostra mente, in un file o in un quaderno, non importa….) la storia della nostra famiglia, facciamoci raccontare -da chi è ancora in vita- le nostre origini, andiamo alla scoperta della più importante tra le eredità, le nostre radici. Non certo per tagliarle, anche se probabilmente ci hanno creato non pochi problemi, ma per osservarne le diramazioni e i nodi. Perché prima di superarli dobbiamo diventare consapevoli della loro presenza e del loro significato.



Eccoci pronti per incontrare la nostra terza guida, Cristobal Jodorowsky col suo psicosciamanesimo. Il suo è un linguaggio artistico che utilizza dei simboli inconsci, cioè simboli in grado di superare la barriera di censura logica della coscienza. Egli propone all'interlocutore un gesto da realizzare, più analogico che logico, con un dirompente impatto emotivo, che lo porterà a vedere e a percepire la propria realtà da un punto altro, diverso e nuovo. Quindi l'interlocutore, realizzando il gesto proposto, spezza la quotidianità delle proprie problematiche e del suo personale vissuto, per arrivare a una nuova percezione del problema.



Come gli atti degli Sciamani tradizionali, questa tecnica porta il consultante a trovare dentro di sé la strada per la guarigione e le operazioni metaforiche, effettuate sul corpo fisico, altro non fanno che parlare direttamente all’inconscio aiutandoci a superare i blocchi ereditati in genere, dalla storia familiare.



Un contributo “sciamanico-sistemico”:









Ed ecco che il cerchio si chiude, abbiamo affrontato il tema delle Radici, da tre punti di vista che, utilizzano linguaggi -a volte- differenti ma attingono alle medesime strutture universali, al di là delle Ere e dei Continenti… Sono convinta però che di letture ce ne possano essere molte altre…

Vi va di proporcene qualcuna?



Che ne pensate dei sassolini che vi ho lanciato? Ora tocca a voi…



Nicol

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12. LA VOLONTA' 
Credo che la volontà sia una chiave importante che ci sosterrà durante quest'epoca di cambiamenti. Non si può andare verso alcuna direzione se prima non si sa dove andare, e soprattutto se non si ha la volontà di farlo. E' così semplice e difficile allo stesso tempo, soprattutto per chi si ritrova immerso in una miriade di stimoli contrastanti che possono indurre verso scelte incerte...



La volontà è una forza potente, ma per essere davvero efficace, e costruttiva, deve essere guidata dall'intuito e dalla capacità di ascoltare e accogliere gli altri. Ecco, sto parlando dell'amore... che parola abusata, ma come evitare di sottolinearla proprio in questo periodo denso di conflitti? E' la volontà di pace, infatti, che vorrei vedere attuata più di ogni altra cosa su questo Pianeta...



Un altro punto importante, secondo me, è che noi tutti siamo abituati a usare male la nostra volontà, e credo che questo non vada sottovalutato. Non a caso, i messaggi pubblicitari (come altro) insistono sul dirci (più che sul proporci) quello di cui abbiamo bisogno, quello che vogliamo... perché una volta che vogliamo quel prodotto, è fatta: lo andiamo a comprare!



... Dimenticando, così, che la domanda più importante, alla quale solo noi in prima persona possiamo rispondere, è "Cosa vogliamo nella nostra vita?" ... perché la risposta ci darà le indicazioni per comportarci di conseguenza. Non lasciate che altri rispondano per voi.



E di volontà ne abbiamo parlato anche nel nostro argomentario, dove in un'intervista scritta Igor Sibaldi sottolinea la differenza significativa tra "volere" e "dover volere": nel secondo caso il "dovere" annulla ogni risultato portato dal "volere"... voi che ne pensate?





Vi segnalo, infine, i seguenti video:



Peter Roche de Coppens, che in questa intervista rilasciata lo scorso anno, mette in evidenza il ruolo della motivazione:









Qui Iole Sesler solleva anche l'argomento del libero arbitrio:









In effetti, mi chiedo: come si sposa la volontà con il libero arbitrio? Quali sono i confini o i limiti... da rispettare o superare?





Infine, ecco l'intervista che abbiamo fatto al Prof. Marco Ferrini, esperto e studioso di cultura vedica, il quale ci parla proprio di Volontà:









Un caro saluto a tutti!



Camilla Ripani



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11.TORNATI! 
Carissimi Tutti!



Siamo tornati anche noi, siamo qui, con la neve che ci avvolge e tanti progetti che stanno germogliando e di cui presto sarete anche voi partecipi.



Abbiamo voglia di iniziare l'anno nuovo con una RIVOLUZIONE di ciò che abbiamo fatto fino ad ora, una RIVOLUZIONE che rispecchi le Nuove Forme che siamo diventati, perchè NonSoloAnima.tv è stata fin dall'inizio "pensata" come qualcosa che, da una parte, ci dovesse "contenere", dall'altra "espandere" ... in continua evoluzione, ma, allo stesso tempo, accogliente...



Siamo già in moto e dati gli ultimi avvenimenti di Politica Internazionale e di Politica "domestica" - a largo raggio spazio/temporale - e vista la direzione verso cui, apparentemente, stiamo andando tutti insieme, abbiamo voglia di rinforzare la nostra "missione", nel creare un'informazione "diversa", a cui tutti noi possiamo avere, ogni giorno, libero accesso...



Abbiamo voglia di creare nuove sinergie, idee, azioni, pensieri...



Questo perchè sempre più persone abbiano "tempo" per loro, sempre più persone siano attente alla Terra che li ospita, sempre più persone sappiano che "ognuno richiama nella sua quotidianità ciò che lui stesso è", perché sempre più persone si liberino dall'essere "vittima", perchè sempre più persone desiderino un mondo più "luminoso", perché sempre più persone coltivino se stessi come "piante uniche e rare"...



Siamo qui, ora, e stiamo per iniziare con grande ".....!!!" il Nuovo Anno, allora Buon Inizio a tutti Voi...



La Redazione







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10. GRAZIE  
Cari Amici,



siamo arrivati alla fine dell’anno, ecco il momento della Rinascita e della trasformazione… Natale, nascita, ecco il momento del “punto di Svolta” … il “passaggio” … Ci siamo ed è proprio così che vorrei intenderlo… come una Porta attraverso cui passare cambiata, cambiato, vestito di nuovo, di bianco, per ricominciare da un altro livello… E così ripercorriamo la strada fatta… esattamente un anno fa… a Natale a NonSoloAnima.Tv eravamo in 3, stavamo incontrando persone che avrebbero poi collaborato con noi; alcuni di loro sono rimasti poco, lasciandoci, a volte anche solo piccole, ma fondamentali pietre su cui, di mese in mese, si è costruito questo, mi sento di dire, gigante Video portale dedicato alla Conoscenza…. Dedicato alla Conoscenza… al Sapere vasto e così immenso che non basterebbero video su video, articoli, volti, voci, mani, occhi… non basterebbe tutto questo se in fondo ognuno di noi non “sapesse già”… E così immagino quello che stiamo facendo in questa Redazione come parte, seppur ancora all’Inizio, di una grande Opera di Risveglio di tutto quello che “già siamo”… non vi è nuovo, lo sappiamo, il concetto, ma finché resta tale non farà parte di noi, non sarà parte di noi…



Abbiamo incontrato Maestri, Filosofi, Poeti della Vita, Scienziati, Medici, Giornalisti, Sciamani, donne e uomini da tutto il mondo, così, vivendo in dialogo con loro abbiamo avuto l’occasione di ricevere insegnamenti grandi e profondi… e voglio condividere con voi che uno degli insegnamenti più grandi è stato il fare giorno per giorno esperienze insieme alla Redazione, prendere decisioni, vedere nell’altro se stessi anche nei momenti più duri, di confronto, e trovare una soluzione insieme, nonostante le strade, a volte apparentemente diverse… Questo “interagire” continuo e “sveglio” verso una meta comune ha accelerato la crescita, ha accelerato il processo, ed è un processo che ognuno di noi ha la possibilità di fare ogni giorno, SEMPRE, potrei dire – ma non è vero! – dal momento in cui ci si alza dal letto e si posa il primo piede a terra, dal momento in cui si entra in ufficio e si “vede” cosa fa il “tuo entrare in ufficio” agli altri… quando si guarda qualcosa e si riesce a “vedere” cosa emerge dentro da quello sguardo… Questo è anche quello che ci hanno detto tutti coloro che abbiamo avuto l’onore di incontrare, da Namkhai Norbu Rimpoche a Swami Kriyananda, da Stanislav Grof a Tara Gandhi, fino a Nada Stepanova, alcuni di loro li potrete vedere in Video all’inizio del prossimo anno, alcuni, invece, sono già virtualmente – e…. – con noi da alcuni mesi…



Ora vi lasciamo, prendiamo anche noi un momento di “vuoto”, per riposare la “mente”, ricaricarci e esplorare nuove, sopite risorse, occhi diversi, per ritornare come non siamo mai stati e ricominciare da capo…



Vi auguriamo una Rinascita profonda e un Grande Nuovo Inizio,



GRAZIE a voi tutti, che siete stati e siete oggi con noi... vi aspettiamo per ripartire dal 7 gennaio!



Francesca e la Redazione



Ps: se avete voglia di dare uno sguardo alla dimensione cosmica della psiche, date un occhio qui sotto alle previsioni di Uran per il 2009…



PREVISIONI ASTROLOGICHE 2009 DI URAN - PARTE I







PREVISIONI ASTROLOGICHE 2009 DI URAN - PARTE II



PREVISIONI ASTROLOGICHE 2009 DI URAN - PARTE III

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09. ALIMENTARSI CON... COSCIENZA 
Ciao a tutti



qualche giorno fa ho partecipato ad un seminario molto interessante, tenuto dal nostro Golia Vincenzo Pezzulla, sull'Alimentazione Energetica e, ispirata da questa esperienza, vorrei ora soffermarmi sul concetto di alimentazione.



Cosa significa alimentarsi? Per alcuni significa ingurgitare qualsiasi cosa, assecondando istintivamente il desiderio ansioso di riempire la pancia... desiderio favorito, da una parte, dalla stessa industria alimentare con l'uso di ingredienti eccessivamente raffinati e l'aggiunta di additivi vari, e dall'altra dai messaggi pubblicitari che fanno leva sulla nostra emotività.



Di fatto, quello di cui ci nutriamo viene trasformato in parti di noi. Tutto quello che "mandiamo giù" va a costruire il nostro sangue e i nostri tessuti; si trasforma letteralmente in noi stessi.



C'è un legame evidente tra il modo in cui ci si alimenta e il modo in cui si nutrono anche tutti gli altri aspetti della vita, perché riguarda sempre e comunque la nostra capacità di assimilare, elaborare, riproporci...



Il nostro corpo è uno splendido apparato psico-fisico che ci consente di fare l'esperienza umana della vita. Se lo manteniamo in buone condizioni – se lo nutriamo bene - allora lui ci ripagherà diventando sempre più forte, bello e soprattutto responsivo ai nostri desideri più profondi.

Un'alimentazione fuori equilibrio (costituita di cibi sbiancati, ricchi di zucchero, di contaminanti...) inevitabilmente modificherà l'energia del nostro corpo, influendo così sulle nostre capacità fisiche e mentali. Ci sono miti come quello del latte vaccino e dello zucchero bianco che andrebbero rivisitati e a tal proposito invito a rileggere il VideoBlog di Golia (che si è concluso di recente ma rimane disponibile in archivio).



Questi miti "fanno bene"... alle tasche di chi deve vendere prodotti alimentari raffinati e - sospetto sempre di più - di chi trae vantaggio da una società composta di individui che si ammalano facilmente. Le persone ammalate, poco sane e/o infelici, sono una enorme fonte di guadagno per l'industria farmaceutica (para-farmaceutica, estetica, ecc). Faccio notare, tra l'altro, che l'Italia è fra i maggiori consumatori europei di antibiotici (*)...



Al di fuori dei contesti in cui sono necessari, credo che si tenda ad abusare dei medicinali perché mettono a “tacere” facilmente ogni sorta di sintomatologia, fisica e psichica. Parallelamente, ci si rivolge al chirurgo e si comprano gli oggetti più svariati per sopprimere i disagi interiori e nutrire le emozioni compulsive che – guarda caso – non sono mai appagate definitivamente.... Non ci vuole un "genio" per immaginare le conseguenze in termini di mal-essere.... un malessere non solo individuale, ma collettivo; si pensi allo sfruttamento eccessivo delle risorse planetarie (il consumismo estremo e il conseguente inquinamento dell'ambiente, o i problemi causati dagli allevamenti intensivi (**)che comportano la riduzione della biodiversità, l'emissione massiccia di ammoniaca ecc...), ai meccanismi politici, sociali ed economici (quanta mano d'opera estera sottocosto è impiegata per produrre merce destinata ai mercati occidentali?!); si pensi alla sofferenza del mondo animale (sfruttato e massacrato per il solo piacere del palato), e molto molto altro...



Credo che alimentarsi bene significhi anche e forse soprattutto nutrirsi di "pensieri sani", costruttivi, propositivi ... pensieri che emergono dal contatto con il Cuore, quindi colorati dal senso della fiducia, dall'accoglienza... pensieri che sono espressione di intuito e saggezza, e che aiutano ad abbracciare il flusso della vita. Le emozioni, le immagini e le parole che accogliamo in noi vanno a nutrire il corpo della nostra interiorità, determinandone la qualità, la forza e la capacità di espressione. Non solo le persone serene e felici si ammalano più difficilmente (...) ma sono anche in grado di operare scelte più costruttive in tutti i settori della loro vita.



Abitare corpi appesantiti e intossicati da cibi e pensieri “indigesti” rende in genere più insensibili all'ascolto della voce interiore , quella del Sé superiore: il principio vitale che guida e aspira a governare ogni essere umano... Se ci trattiamo con noncuranza, se inquiniamo i nostri corpi, le nostre menti ed i nostri cuori, allora ci prestiamo a diventare lo strumento del disamore, e perdiamo la capacità di esprimere le qualità luminose e sottili dell'Anima; diventiamo allora più influenzabili e controllabili da fattori esterni, meno auto-referenziati e presenti a noi stessi... e quindi sempre più in uno stato di bisogno (bisogno di medicine - si diceva -, di cibi “forti”, di emozioni che “stordiscono”, di potere, di soldi, insomma di sonniferi sempre più “raffinati”)...



Ecco, questa è la mia denuncia, e allo stesso tempo l'invito a procedere in tutti gli ambiti della vita con un po' più di attenzione a quello che accogliamo in noi, e di conseguenza nella nostra famiglia e quindi nella collettività.



Ci tengo a riportare un "suggerimento operativo" che il nostro amico Peter Roche de Coppens ha indicato quando gli abbiamo chiesto come fare per capire se le proprie azioni siano “giuste” o meno: si deve immaginare che tutto il resto del mondo faccia lo stesso e pensare al risultato... se è qualcosa di positivo allora stiamo facendo qualcosa di giusto, sennò vale il viceversa.



Mi sembra un suggerimento interessante, o perlomeno un punto di partenza valido per imparare a muoversi con maggiore coscienza... Potrebbe essere, anche, un'ottima indicazione per avvicinarsi al Natale (qualunque cosa significhi per voi) in modo un po' più consapevole...



Camilla Ripani



Note

(*) Si veda www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPianoNew.jsp?id=200⊂=1〈=it

(**) Si veda www.fao.org/newsroom/en/news/2007/1000542/index.html





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08. COSCIENZA, OLISMO E INFORMAZIONE  
Dopo la Frase di Emoto, oggi lasciamo nel bosco un altro sassolino, un'altra traccia per ritrovare la strada e raggiungere la luce che vediamo in fondo al bosco...



Questa volta a parlare è un altro eminente personaggio. Un ricercatore del "Nuovo Mondo", un uomo antico e allo stesso tempo più contemporaneo di molti ... Si tratta del Filosofo della Scienza Ervin Laszlo, fondatore del Club di Budapest, che vi invitiamo a visitare:

CLUB DI BUDAPEST



Ed ecco le tracce che vi lasciamo:



UN NUOVO PARADIGMA

Il Nuovo Paradigma vede tutte le cose interconnesse...



LA COSCIENZA

La coscienza è la fonte del nostro valore e della nostra visione del mondo



OLISMO E INFORMAZIONE


L’olismo è basato sull’informazione, quello che rende tutto unito è l’informazione…



Una società è tenuta insieme dalla intercomunicazione dei suoi membri, un organismo vivente diventa un tutto e rimane un tutto quando c’è l’intercomunicazione cellulare e tra organi... allora tutto rimane un "tutto olistico" e integrato...quando l’informazione va in due sensi, questa è la vera comunicazione



LA NATURA DELL'INFORMAZIONE

L’informazione deve essere "dare senso", concepita in modo da essere compresa da chi riceve; informazione è collegamento, essere collegato con l’altro, le cellule con le altre cellule, un organo con un altro organo, gli esseri umani con gli altri esseri umani... quanto siamo in comunicazione uno con altro, siamo collegati. E quando siamo collegati l’uno con l’altro, questa è l’essenza dell’Amore; il senso dell’informazione è creare tali legami, che, in fisica chiamano sottili, ma che sono effettivi e molto importanti.



LA NUOVA MEDICINA

La nuova medicina è rivoluzione … la medicina che è basata non solo su di una interazione biofisica e biochimica, ma anche su un’interazione sottile di comunicazione dell’informazione.



... molti sono gli spunti, molto grandi sono queste parole...



se volete approfondire e fermarvi sotto un albero a meditare... vi consigliamo di vedervi tutto quanto il video...



















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