PUNTI DI VISTA


Ci sono tanti modi di guardare alla realtà, tanti "punti di vista" e da ognuno di questi pensiamo che ci sia sempre qualcosa da imparare.

Noi della Redazione di NonSoloAnima.Tv ci proponiamo a voi attraverso questo video-blogger con il nostro punto di vista, e allo stesso tempo vi invitiamo ad esprimere il vostro: crediamo che sia un'ottima occasione per confrontarsi, esprimere e scambiare idee... lungo un sentiero che in un modo o nell'altro stiamo percorrendo tutti insieme!

Grazie di essere arrivati fino a qui, Buon Viaggio!

La Redazione
NonSoloAnima.Tv





13. TUTTI HANNO BISOGNO DI SAPERE DA DOVE VENGONO, PER POTERSI COSTRUIRE 


Tutti hanno bisogno di sapere da dove vengono per potersi costruire. Partendo da questo presupposto vorrei fare con voi un viaggio, ma non vi anticipo nulla, andiamo insieme...



La prima autrice che vi presento è Marie Rose Morò, è grazie anche a lei che oggi possiamo parlare di etnopsicoanalisi (per i dettagli biografici, bibliografia etc… so che ve la caverete da soli, proverò a sintetizzarvi -dunque- parte del suo pensiero).



Partiamo dal concreto, dalla necessità di aiutare, curare, comprendere l’Altro, lo straniero, l’immigrato.



Per fare questo, le pratiche psicoterapiche esistenti hanno avuto bisogno di sporcarsi e il meticciato –come sempre fecondo- ha dato origine alla terapia transculturale: un nuovo dispositivo che tiene conto della cultura d’origine, dell’Alterità, disciplina il cui oggetto di studio sono le rappresentazioni culturali e le organizzazioni umane con le loro logiche politiche, sociali e spirituali.



E qui vi lancio il primo sassolino: una delle parole d’ordine di questa disciplina è il decentramento, cosa vuol dire secondo voi -al di là delle implicazioni teoriche-? Per me vuol dire moltiplicare i riferimenti di lettura di un fatto, comprendere la diversità nel senso di accettare l’altro da sé, senza averne paura, senza eccedere nella fascinazione, senza desiderare la sua trasformazione o la nostra…



Oggi più che mai tutto questo mi sembra necessario. Impariamo a capire che si tratta di un atteggiamento tutt’altro che pericoloso, anzi è semmai fonte di un’ineguagliata ricchezza. Applicando questo principio infatti, dal concreto arriviamo al simbolico, all’astratto (vi invito a leggere le trascrizioni di alcune sedute di etnopsicoanalisi, io le trovo di un interesse straordinario….!). Ci avviciniamo sempre di più alla ricerca, all’origine di noi stessi e dunque dell’Uomo, visto nella sua Singolarità e Universalità.



La costruzione dell’identità, non è qualcosa di statico ma è un processo, una continua dialettica tra incontri, interazioni e valori, percorsa da una costante tensione dinamica tipica di ogni sistema complesso.



Ed è proprio a partire dallo studio di questo tipo di sistemi che Bert Hellinger ha iniziato a parlare di Costellazioni Familiari (sviluppando le idee di base della psicologia sistemica….).



A questo punto del nostro viaggio, smetto di parlare e lascio che sia la voce di un esperto a guidarvi.



Un video-sassolino, dalle costellazioni familiari alle correlazioni sistemiche:












Torniamo ora al simbolo, alla cosmogonia che con un salto ci porta allo Sciamanesimo e ai riti di guarigione (sembra un bel salto -lo so- ma spero di farvi capire come il territorio dell’atto, dell’agito, dello sciamano non sia poi così lontano da quello delle parole, delle rappresentazioni e del terapeuta, ci stiamo muovendo lungo un continuum…).



Concedetemi però, un’ultima digressione, prima di farvi incontrare il prossimo autore.



Freud ha detto che il soggetto non può che definirsi in relazione ai suoi genitori…. Allarghiamo la visuale, decentriamoci: la vita è relazione, noi siamo le nostre relazioni. Queste però sono certamente predeterminate dalle nostre rappresentazioni collettive che contengono a loro volta le nostre proiezioni individuali.



Qui però non si tratta di ragionare per somma o sottrazione, l’uno non è riconducibile all’altro ed è proprio questo che ci porta a riconoscerci come Unici nella Creazione.



Provo a essere più chiara: noi siamo una gestalt, siamo la somma del nostro bagaglio genetico, del nostro karma, ma siamo anche frutto del contesto in cui nasciamo e viviamo, le nostre interrelazioni sono strutturanti. E qui arriviamo al punto che mi sta più a cuore, noi riflettiamo caratteristiche, punti di forza, nodi, malattie, posture, inclinazioni, lineamenti non solo dei nostri genitori, ma di tutti i nostri avi, portiamo dentro di noi l’intera nostra stirpe. E certo, non solo a livello cellulare, biologico ma soprattutto a livello emozionale e profondo noi ci portiamo dentro le proiezioni di intere generazioni. Nell’inconscio non esiste distinzione tra oggettivo e soggettivo, tra reale e metaforico, esso infatti proietta indistintamente all’esterno tutto ciò che lo attraversa.



Altro sassolino: scriviamo (nella nostra mente, in un file o in un quaderno, non importa….) la storia della nostra famiglia, facciamoci raccontare -da chi è ancora in vita- le nostre origini, andiamo alla scoperta della più importante tra le eredità, le nostre radici. Non certo per tagliarle, anche se probabilmente ci hanno creato non pochi problemi, ma per osservarne le diramazioni e i nodi. Perché prima di superarli dobbiamo diventare consapevoli della loro presenza e del loro significato.



Eccoci pronti per incontrare la nostra terza guida, Cristobal Jodorowsky col suo psicosciamanesimo. Il suo è un linguaggio artistico che utilizza dei simboli inconsci, cioè simboli in grado di superare la barriera di censura logica della coscienza. Egli propone all'interlocutore un gesto da realizzare, più analogico che logico, con un dirompente impatto emotivo, che lo porterà a vedere e a percepire la propria realtà da un punto altro, diverso e nuovo. Quindi l'interlocutore, realizzando il gesto proposto, spezza la quotidianità delle proprie problematiche e del suo personale vissuto, per arrivare a una nuova percezione del problema.



Come gli atti degli Sciamani tradizionali, questa tecnica porta il consultante a trovare dentro di sé la strada per la guarigione e le operazioni metaforiche, effettuate sul corpo fisico, altro non fanno che parlare direttamente all’inconscio aiutandoci a superare i blocchi ereditati in genere, dalla storia familiare.



Un contributo “sciamanico-sistemico”:









Ed ecco che il cerchio si chiude, abbiamo affrontato il tema delle Radici, da tre punti di vista che, utilizzano linguaggi -a volte- differenti ma attingono alle medesime strutture universali, al di là delle Ere e dei Continenti… Sono convinta però che di letture ce ne possano essere molte altre…

Vi va di proporcene qualcuna?



Che ne pensate dei sassolini che vi ho lanciato? Ora tocca a voi…



Nicol

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12. LA VOLONTA' 
Credo che la volontà sia una chiave importante che ci sosterrà durante quest'epoca di cambiamenti. Non si può andare verso alcuna direzione se prima non si sa dove andare, e soprattutto se non si ha la volontà di farlo. E' così semplice e difficile allo stesso tempo, soprattutto per chi si ritrova immerso in una miriade di stimoli contrastanti che possono indurre verso scelte incerte...



La volontà è una forza potente, ma per essere davvero efficace, e costruttiva, deve essere guidata dall'intuito e dalla capacità di ascoltare e accogliere gli altri. Ecco, sto parlando dell'amore... che parola abusata, ma come evitare di sottolinearla proprio in questo periodo denso di conflitti? E' la volontà di pace, infatti, che vorrei vedere attuata più di ogni altra cosa su questo Pianeta...



Un altro punto importante, secondo me, è che noi tutti siamo abituati a usare male la nostra volontà, e credo che questo non vada sottovalutato. Non a caso, i messaggi pubblicitari (come altro) insistono sul dirci (più che sul proporci) quello di cui abbiamo bisogno, quello che vogliamo... perché una volta che vogliamo quel prodotto, è fatta: lo andiamo a comprare!



... Dimenticando, così, che la domanda più importante, alla quale solo noi in prima persona possiamo rispondere, è "Cosa vogliamo nella nostra vita?" ... perché la risposta ci darà le indicazioni per comportarci di conseguenza. Non lasciate che altri rispondano per voi.



E di volontà ne abbiamo parlato anche nel nostro argomentario, dove in un'intervista scritta Igor Sibaldi sottolinea la differenza significativa tra "volere" e "dover volere": nel secondo caso il "dovere" annulla ogni risultato portato dal "volere"... voi che ne pensate?





Vi segnalo, infine, i seguenti video:



Peter Roche de Coppens, che in questa intervista rilasciata lo scorso anno, mette in evidenza il ruolo della motivazione:









Qui Iole Sesler solleva anche l'argomento del libero arbitrio:









In effetti, mi chiedo: come si sposa la volontà con il libero arbitrio? Quali sono i confini o i limiti... da rispettare o superare?





Infine, ecco l'intervista che abbiamo fatto al Prof. Marco Ferrini, esperto e studioso di cultura vedica, il quale ci parla proprio di Volontà:









Un caro saluto a tutti!



Camilla Ripani



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11.TORNATI! 
Carissimi Tutti!



Siamo tornati anche noi, siamo qui, con la neve che ci avvolge e tanti progetti che stanno germogliando e di cui presto sarete anche voi partecipi.



Abbiamo voglia di iniziare l'anno nuovo con una RIVOLUZIONE di ciò che abbiamo fatto fino ad ora, una RIVOLUZIONE che rispecchi le Nuove Forme che siamo diventati, perchè NonSoloAnima.tv è stata fin dall'inizio "pensata" come qualcosa che, da una parte, ci dovesse "contenere", dall'altra "espandere" ... in continua evoluzione, ma, allo stesso tempo, accogliente...



Siamo già in moto e dati gli ultimi avvenimenti di Politica Internazionale e di Politica "domestica" - a largo raggio spazio/temporale - e vista la direzione verso cui, apparentemente, stiamo andando tutti insieme, abbiamo voglia di rinforzare la nostra "missione", nel creare un'informazione "diversa", a cui tutti noi possiamo avere, ogni giorno, libero accesso...



Abbiamo voglia di creare nuove sinergie, idee, azioni, pensieri...



Questo perchè sempre più persone abbiano "tempo" per loro, sempre più persone siano attente alla Terra che li ospita, sempre più persone sappiano che "ognuno richiama nella sua quotidianità ciò che lui stesso è", perché sempre più persone si liberino dall'essere "vittima", perchè sempre più persone desiderino un mondo più "luminoso", perché sempre più persone coltivino se stessi come "piante uniche e rare"...



Siamo qui, ora, e stiamo per iniziare con grande ".....!!!" il Nuovo Anno, allora Buon Inizio a tutti Voi...



La Redazione







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10. GRAZIE  
Cari Amici,



siamo arrivati alla fine dell’anno, ecco il momento della Rinascita e della trasformazione… Natale, nascita, ecco il momento del “punto di Svolta” … il “passaggio” … Ci siamo ed è proprio così che vorrei intenderlo… come una Porta attraverso cui passare cambiata, cambiato, vestito di nuovo, di bianco, per ricominciare da un altro livello… E così ripercorriamo la strada fatta… esattamente un anno fa… a Natale a NonSoloAnima.Tv eravamo in 3, stavamo incontrando persone che avrebbero poi collaborato con noi; alcuni di loro sono rimasti poco, lasciandoci, a volte anche solo piccole, ma fondamentali pietre su cui, di mese in mese, si è costruito questo, mi sento di dire, gigante Video portale dedicato alla Conoscenza…. Dedicato alla Conoscenza… al Sapere vasto e così immenso che non basterebbero video su video, articoli, volti, voci, mani, occhi… non basterebbe tutto questo se in fondo ognuno di noi non “sapesse già”… E così immagino quello che stiamo facendo in questa Redazione come parte, seppur ancora all’Inizio, di una grande Opera di Risveglio di tutto quello che “già siamo”… non vi è nuovo, lo sappiamo, il concetto, ma finché resta tale non farà parte di noi, non sarà parte di noi…



Abbiamo incontrato Maestri, Filosofi, Poeti della Vita, Scienziati, Medici, Giornalisti, Sciamani, donne e uomini da tutto il mondo, così, vivendo in dialogo con loro abbiamo avuto l’occasione di ricevere insegnamenti grandi e profondi… e voglio condividere con voi che uno degli insegnamenti più grandi è stato il fare giorno per giorno esperienze insieme alla Redazione, prendere decisioni, vedere nell’altro se stessi anche nei momenti più duri, di confronto, e trovare una soluzione insieme, nonostante le strade, a volte apparentemente diverse… Questo “interagire” continuo e “sveglio” verso una meta comune ha accelerato la crescita, ha accelerato il processo, ed è un processo che ognuno di noi ha la possibilità di fare ogni giorno, SEMPRE, potrei dire – ma non è vero! – dal momento in cui ci si alza dal letto e si posa il primo piede a terra, dal momento in cui si entra in ufficio e si “vede” cosa fa il “tuo entrare in ufficio” agli altri… quando si guarda qualcosa e si riesce a “vedere” cosa emerge dentro da quello sguardo… Questo è anche quello che ci hanno detto tutti coloro che abbiamo avuto l’onore di incontrare, da Namkhai Norbu Rimpoche a Swami Kriyananda, da Stanislav Grof a Tara Gandhi, fino a Nada Stepanova, alcuni di loro li potrete vedere in Video all’inizio del prossimo anno, alcuni, invece, sono già virtualmente – e…. – con noi da alcuni mesi…



Ora vi lasciamo, prendiamo anche noi un momento di “vuoto”, per riposare la “mente”, ricaricarci e esplorare nuove, sopite risorse, occhi diversi, per ritornare come non siamo mai stati e ricominciare da capo…



Vi auguriamo una Rinascita profonda e un Grande Nuovo Inizio,



GRAZIE a voi tutti, che siete stati e siete oggi con noi... vi aspettiamo per ripartire dal 7 gennaio!



Francesca e la Redazione



Ps: se avete voglia di dare uno sguardo alla dimensione cosmica della psiche, date un occhio qui sotto alle previsioni di Uran per il 2009…



PREVISIONI ASTROLOGICHE 2009 DI URAN - PARTE I







PREVISIONI ASTROLOGICHE 2009 DI URAN - PARTE II



PREVISIONI ASTROLOGICHE 2009 DI URAN - PARTE III

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09. ALIMENTARSI CON... COSCIENZA 
Ciao a tutti



qualche giorno fa ho partecipato ad un seminario molto interessante, tenuto dal nostro Golia Vincenzo Pezzulla, sull'Alimentazione Energetica e, ispirata da questa esperienza, vorrei ora soffermarmi sul concetto di alimentazione.



Cosa significa alimentarsi? Per alcuni significa ingurgitare qualsiasi cosa, assecondando istintivamente il desiderio ansioso di riempire la pancia... desiderio favorito, da una parte, dalla stessa industria alimentare con l'uso di ingredienti eccessivamente raffinati e l'aggiunta di additivi vari, e dall'altra dai messaggi pubblicitari che fanno leva sulla nostra emotività.



Di fatto, quello di cui ci nutriamo viene trasformato in parti di noi. Tutto quello che "mandiamo giù" va a costruire il nostro sangue e i nostri tessuti; si trasforma letteralmente in noi stessi.



C'è un legame evidente tra il modo in cui ci si alimenta e il modo in cui si nutrono anche tutti gli altri aspetti della vita, perché riguarda sempre e comunque la nostra capacità di assimilare, elaborare, riproporci...



Il nostro corpo è uno splendido apparato psico-fisico che ci consente di fare l'esperienza umana della vita. Se lo manteniamo in buone condizioni – se lo nutriamo bene - allora lui ci ripagherà diventando sempre più forte, bello e soprattutto responsivo ai nostri desideri più profondi.

Un'alimentazione fuori equilibrio (costituita di cibi sbiancati, ricchi di zucchero, di contaminanti...) inevitabilmente modificherà l'energia del nostro corpo, influendo così sulle nostre capacità fisiche e mentali. Ci sono miti come quello del latte vaccino e dello zucchero bianco che andrebbero rivisitati e a tal proposito invito a rileggere il VideoBlog di Golia (che si è concluso di recente ma rimane disponibile in archivio).



Questi miti "fanno bene"... alle tasche di chi deve vendere prodotti alimentari raffinati e - sospetto sempre di più - di chi trae vantaggio da una società composta di individui che si ammalano facilmente. Le persone ammalate, poco sane e/o infelici, sono una enorme fonte di guadagno per l'industria farmaceutica (para-farmaceutica, estetica, ecc). Faccio notare, tra l'altro, che l'Italia è fra i maggiori consumatori europei di antibiotici (*)...



Al di fuori dei contesti in cui sono necessari, credo che si tenda ad abusare dei medicinali perché mettono a “tacere” facilmente ogni sorta di sintomatologia, fisica e psichica. Parallelamente, ci si rivolge al chirurgo e si comprano gli oggetti più svariati per sopprimere i disagi interiori e nutrire le emozioni compulsive che – guarda caso – non sono mai appagate definitivamente.... Non ci vuole un "genio" per immaginare le conseguenze in termini di mal-essere.... un malessere non solo individuale, ma collettivo; si pensi allo sfruttamento eccessivo delle risorse planetarie (il consumismo estremo e il conseguente inquinamento dell'ambiente, o i problemi causati dagli allevamenti intensivi (**)che comportano la riduzione della biodiversità, l'emissione massiccia di ammoniaca ecc...), ai meccanismi politici, sociali ed economici (quanta mano d'opera estera sottocosto è impiegata per produrre merce destinata ai mercati occidentali?!); si pensi alla sofferenza del mondo animale (sfruttato e massacrato per il solo piacere del palato), e molto molto altro...



Credo che alimentarsi bene significhi anche e forse soprattutto nutrirsi di "pensieri sani", costruttivi, propositivi ... pensieri che emergono dal contatto con il Cuore, quindi colorati dal senso della fiducia, dall'accoglienza... pensieri che sono espressione di intuito e saggezza, e che aiutano ad abbracciare il flusso della vita. Le emozioni, le immagini e le parole che accogliamo in noi vanno a nutrire il corpo della nostra interiorità, determinandone la qualità, la forza e la capacità di espressione. Non solo le persone serene e felici si ammalano più difficilmente (...) ma sono anche in grado di operare scelte più costruttive in tutti i settori della loro vita.



Abitare corpi appesantiti e intossicati da cibi e pensieri “indigesti” rende in genere più insensibili all'ascolto della voce interiore , quella del Sé superiore: il principio vitale che guida e aspira a governare ogni essere umano... Se ci trattiamo con noncuranza, se inquiniamo i nostri corpi, le nostre menti ed i nostri cuori, allora ci prestiamo a diventare lo strumento del disamore, e perdiamo la capacità di esprimere le qualità luminose e sottili dell'Anima; diventiamo allora più influenzabili e controllabili da fattori esterni, meno auto-referenziati e presenti a noi stessi... e quindi sempre più in uno stato di bisogno (bisogno di medicine - si diceva -, di cibi “forti”, di emozioni che “stordiscono”, di potere, di soldi, insomma di sonniferi sempre più “raffinati”)...



Ecco, questa è la mia denuncia, e allo stesso tempo l'invito a procedere in tutti gli ambiti della vita con un po' più di attenzione a quello che accogliamo in noi, e di conseguenza nella nostra famiglia e quindi nella collettività.



Ci tengo a riportare un "suggerimento operativo" che il nostro amico Peter Roche de Coppens ha indicato quando gli abbiamo chiesto come fare per capire se le proprie azioni siano “giuste” o meno: si deve immaginare che tutto il resto del mondo faccia lo stesso e pensare al risultato... se è qualcosa di positivo allora stiamo facendo qualcosa di giusto, sennò vale il viceversa.



Mi sembra un suggerimento interessante, o perlomeno un punto di partenza valido per imparare a muoversi con maggiore coscienza... Potrebbe essere, anche, un'ottima indicazione per avvicinarsi al Natale (qualunque cosa significhi per voi) in modo un po' più consapevole...



Camilla Ripani



Note

(*) Si veda www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPianoNew.jsp?id=200⊂=1〈=it

(**) Si veda www.fao.org/newsroom/en/news/2007/1000542/index.html





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08. COSCIENZA, OLISMO E INFORMAZIONE  
Dopo la Frase di Emoto, oggi lasciamo nel bosco un altro sassolino, un'altra traccia per ritrovare la strada e raggiungere la luce che vediamo in fondo al bosco...



Questa volta a parlare è un altro eminente personaggio. Un ricercatore del "Nuovo Mondo", un uomo antico e allo stesso tempo più contemporaneo di molti ... Si tratta del Filosofo della Scienza Ervin Laszlo, fondatore del Club di Budapest, che vi invitiamo a visitare:

CLUB DI BUDAPEST



Ed ecco le tracce che vi lasciamo:



UN NUOVO PARADIGMA

Il Nuovo Paradigma vede tutte le cose interconnesse...



LA COSCIENZA

La coscienza è la fonte del nostro valore e della nostra visione del mondo



OLISMO E INFORMAZIONE


L’olismo è basato sull’informazione, quello che rende tutto unito è l’informazione…



Una società è tenuta insieme dalla intercomunicazione dei suoi membri, un organismo vivente diventa un tutto e rimane un tutto quando c’è l’intercomunicazione cellulare e tra organi... allora tutto rimane un "tutto olistico" e integrato...quando l’informazione va in due sensi, questa è la vera comunicazione



LA NATURA DELL'INFORMAZIONE

L’informazione deve essere "dare senso", concepita in modo da essere compresa da chi riceve; informazione è collegamento, essere collegato con l’altro, le cellule con le altre cellule, un organo con un altro organo, gli esseri umani con gli altri esseri umani... quanto siamo in comunicazione uno con altro, siamo collegati. E quando siamo collegati l’uno con l’altro, questa è l’essenza dell’Amore; il senso dell’informazione è creare tali legami, che, in fisica chiamano sottili, ma che sono effettivi e molto importanti.



LA NUOVA MEDICINA

La nuova medicina è rivoluzione … la medicina che è basata non solo su di una interazione biofisica e biochimica, ma anche su un’interazione sottile di comunicazione dell’informazione.



... molti sono gli spunti, molto grandi sono queste parole...



se volete approfondire e fermarvi sotto un albero a meditare... vi consigliamo di vedervi tutto quanto il video...



















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07. UN VIAGGIO ATTRAVERSO IL BOSCO  
Cari Amici,



grazie a Nicol e a Patrizio per i loro contributi …



Intanto volevamo aggiornarvi sui movimenti e sulla vita della redazione…



Siamo in grande fibrillazione perché ci siamo resi conto che nel giro di pochissimo tempo abbiamo incontrato personaggi di grande spessore; oltre al fatto di incontrarli di persona, è molto forte pensare che ognuno di loro ci ha consegnato un pezzo di, chiamiamola, “storia”… ovvero una testimonianza del loro “pensiero”, del loro “pensare”, del loro “essere”… ognuno di loro ha “offerto” se stesso agli altri… condividendo ciò che loro sanno, sentono, credono, pensano non solo di tematiche che li riguardano strettamente - vuoi per lavoro, vuoi per passione - ma anche del tempo che chiamiamo OGGI …



Solo per citarne alcuni, abbiamo incontrato Chögyal Namkhai Norbu, uno dei più grandi maestri viventi del buddhismo tibetano (a presto on.line il video!), il Dr Masaru Emoto, il Prof. Ervin Laszlo, il bioeticista americano Daniel Callahan, lo scrittore e giornalista Gad Lerner, l’artista Michelangelo Pistoletto, il musicista Franz di Cioccio, Stanislav Grof, Swami Kriyananda, il Prof. Vittorio Marchi

E così, tra un’intervista e un’altra, emerge un filo conduttore, si delinea una forma, una direzione…



Una via da prendere per “saltare l’ostacolo” e passare oltre, cambiare dimensione, cambiare Mondo…



Vorremmo fare insieme a voi un percorso che ci porta alla fine dell’anno e che ci accompagna verso l’inizio di un nuovo ciclo… lo vogliamo fare immaginandoci di trovarci in un Bosco, fitto, freddo, magico, e che dobbiamo oltrepassare… in fondo si scorge la luce… ci sono delle tracce che ci aiutano a percorrerlo e queste tracce sono le parole di coloro che abbiamo incontrato nel nostro percorso, parole che a noi sono arrivate dritte al cuore, parole che con cura, proprio come se fossero sassolini lasciati nel bosco per indicare la strada e non perdersi, scriviamo sul nostro diario virtuale, parole grandi che segnano il nostro Tempo, ma che sono Eterne e sono il Frutto di una Coscienza che siamo anche tutti noi… Siete tutti invitati a segnalarci anche le vostre parole, quelle che a voi hanno lasciato qualcosa, che vi hanno stimolato, fatto riflettere, che hanno acceso luci dentro…



Bene, ora, se anche voi siete pronti, possiamo iniziare il nostro viaggio attraverso il Bosco, il primo messaggio – indicazione che troviamo è di Masaru Emoto...



“L’essere umano ha una grande forza, una grande potenza, proveniente direttamente dalla vibrazione, perché siamo “energia” –



… un buon inizio per questo Nuovo Viaggio…





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06. IMPERMANENZA 
Tutti noi, in cammino lungo il viaggio della vita, cerchiamo delle indicazioni e molteplici sono quelle che troviamo: alcuni cartelli ci indicano strade che già conosciamo (non per questo meno valide); le guide che incontriamo possono portarci attraverso sentieri sconosciuti, ma che -dopo pochi passi appena- ci appaiono già familiari e confortanti; altre voci invece, ci propongono percorsi che ci sembrano eccessivamente tortuosi o ripidi.

Spesso è perché queste voci hanno, in quel momento, una vibrazione diversa dalla nostra o perché parlano una lingua che ancora non conosciamo.

Tante, troppe volte ho pensato di dover raccogliere la sfida, di dover arrivare alla fine di quel percorso tanto estraneo e faticoso (che poi fine non ha, perché non è la meta che conta…), ma finivo sempre coi crampi alle gambe e così stremata da non capire nemmeno dove stavo andando.



Una di quelle voci suggeriva “l’impermanenza”, dopo qualche curva e uno strapiombo da vertigine, ho capito che non era la mia strada.

Credo che sia quella dei grandi Uomini, degli Illuminati o delle persone che hanno perso la fiducia.

Per me è troppo presto o… troppo tardi, per ogni cosa c’è un tempo.



Per me è il tempo delle Celebrazioni. Celebrare in latino significa anche abitare.

Abitare, “stare” nella vita, nello spazio e nel tempo, starci dentro perché niente vada perduto.

L’impermanenza mi rattrista perché mi sembra uno spreco.



Ci sono luoghi, momenti, sentimenti facili da celebrare, richiami tangibili al Divino che è in noi.

Ce ne sono altri, piatti, ripetitivi e grigi (spesso la maggior parte!) o pericolosi e angoscianti di fronte ai quali, sembra si possa solo auspicare un Principio Impermanente.

Abitiamo anche questi! “Stiamo”!

Anche qui c’è del buono da Celebrare, proviamo ad avere fiducia, sorridiamo mentre camminiamo.



Interroghiamo la Crisi e noi stessi, non solo in cerca di risposte, magari abbiamo bisogno di nuove domande.

Abitiamo ogni luogo dell’anima come fossimo ospiti in una casa importante, col rispetto dovuto al luogo e a noi stessi. Se il cuore non è aperto e l’animo non è elevato, non disonoriamo i nostri ospiti e noi costringendoci a fare qualcosa che non sentiamo. E' inutile.

È il momento di accettare la nostra incapacità, abitiamola e usciamo con dignità da quell’altra casa. Bisogna imparare a riconoscere qual è il nostro luogo, in un dato momento.



Non penso che tutto questo sia facile, né tanto meno voglio farlo credere; è insanabile l’inquietudine che a volte sento, ma quando leggo, ascolto un brano di musica, comunico davvero qualcosa a qualcuno o quando riconosco un mondo in uno sguardo, sento che per un attimo Creato e Creatore sono Uno.



Questi sono dei modi di Celebrare. Si può dipingere, camminare, curare i figli o navigare gli oceani…

Qual è il vostro modo?

Quali strade ha percorso il vostro cuore e quali voci sentite invece, ancora troppo lontane?



Nicol

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05.IL TEMPO DI CAMBIARE...  
Continuiamo il nostro viaggio alla ricerca del Punto di Svolta, proponendovi un articolo scritto per NonSoloAnima.tv da Patrizio Tuminetto, un avvocato, un nostro lettore... che ha voluto passarci cosa ha vissuto e cosa lo ha spinto a cambiare, a trasformare la sua vita, quale è stato il suo "salto di dimensione"... in attesa di leggere anche le vostre esperienze...



Buona lettura!



Sono un semplice lettore, di libri, di giornali, ascolto anche la televisione e, soprattutto, ascolto molto le posizioni delle persone che parlano in materia di sviluppo sostenibile, di riforme, di libertà dalla fonti di energia inquinanti ecc.

Eppure tutto ciò mi sembra limitativo; pochi parlano del metodo che permetterebbe di iniziare ad invertire le storture di un mondo nel quale una ridottissima parte dell’umanità muore di indigestione e la stragrande maggioranza di fame.

Questo metodo è la capacità di comprendere quanto le cose che inseguiamo ci spingano a una vita contro natura e alla ricerca dell’infelicità.

Perché il fondare le proprie soddisfazioni sulle cose è quanto di più sbagliato esista; quanto tempo un oggetto attrae la nostra felicità?

Il tempo di averlo, di goderne gli effetti più o meno a lungo, poi esso perde il suo interesse e l’eterna insoddisfazione umana porta a cercare qualche cosa di nuovo che ha risvegliato in noi un maggiore interesse.

Questa spasmodica ricerca del nuovo ci spinge ad ignorare i costi indiretti delle nostre scelte, quanto cioè il loro indotto abbia un potenziale di danno per noi e per gli altri.

Sono rimasto colpito dai problemi della spazzatura a Napoli, come tutti immagino; eppure non mi ero reso conto che le statistiche parlano di una spazzatura creata per circa il 25% dai semplici contenitori degli oggetti che acquistiamo.

Una volta a Pasqua ho visto un alberello, ben costruito, inserito in una scatola di plastica trasparente, a sua volta inscatolata in una di cartone; il tutto per vendere sei cioccolatini!

Per carità, libertà di commercio, ma perché devo acquistare un valore oscillante tra il 20 e il 40% del prezzo per cose che non sono utilizzabili, che butterò e che alla collettività costeranno lo smaltimento?

Quell’albero è stato l’inizio delle mie riflessioni; da allora in poi ho cercato di avere una visione critica della utilità o meno di quanto acquistavo, del perché delle mie scelte, quanto esse fossero condizionate dalla martellante pubblicità, diretta o indiretta, che mi spingeva a crearmi delle necessità sempre maggiori, per soddisfare le quali avrei dovuto continuare a investire tempo e fatiche.

Fino al momento in cui ho deciso di analizzare a fondo quanto avessi veramente bisogno di avere per vivere e quali fossero le necessità effettive.

Sono rimasto abbastanza sconvolto verificando che al di fuori di una casa modesta, una automobile altrettanto modesta, da usare il meno possibile, qualche vestito e qualche buon libro, in realtà non avevo assolutamente bisogno di alcunché.

Il mantenimento quotidiano, consapevolmente ridotto, oltre ad essere un vantaggio economico lo è anche per la salute.

Tutto il resto era ed è assolutamente superfluo e l’ottenerlo, mi costringeva ad un impegno spropositato nei confronti del piacere che ne ritraevo.

Anche il contesto umano nel quale mi muovo mi creava cause di confronto, desideri inutili e sempre nuovi.

Pertanto ho deciso di ridurre tutto al minimo; cambio quello che mi si rovina e diventa inutilizzabile, evito accuratamente di farmi coinvolgere in attività perdi tempo e costose e, soprattutto, ho iniziato ad interrogarmi su cosa fare del tanto tempo libero che così recupero.

La risposta è stata nel cercare la felicità al mio interno, nella serenità dello spirito e della meditazione.

Ho compreso che la capacità di rinuncia è la vera ricchezza, perché nessuno ti può togliere la serenità interiore, tutti e tutto possono toglierti le cose che hai e alle quali aneli.

Il vedere, poi, la pressoché totale infelicità delle persone poste ad esempio dalla nostra cultura consumistica, mi ha rafforzato ancora di più in questa scelta; mi sono sentito improvvisamente ricchissimo, perché non desidero nulla che abbia una valenza di cosa.

Leggendo la autobiografia del Mahatma Gandhi, ho compreso la sua scelta della bramacharia e ritengo che essa sia la risposta alle disparità e ai problemi del mondo.

Fino a quando la cultura del possedere ci trascinerà a volere cose indipendentemente dal prezzo diretto ed indiretto delle stesse, continueremo con le differenze e le disparità.

La rinuncia consapevole, l’aiuto agli altri a comprendere questa scelta di liberazione potranno essere la chiave di un nuovo sviluppo economico, basato sulla capacità delle persone di discernere quello di cui hanno bisogno nei confronti di quello che gli viene presentato come bisogno.

Ora rifiuto il confronto con i ricchi, con gli uomini di successo, con la cultura dell’apparenza; quando vedo cose od oggetti costosi che fino a poco tempo fa mi interessavano, ora li guardo con il piacere di apprezzarne la fattura, se lo meritano, ma con il totale disinteresse di possederli.

La attuale crescita delle materie prime è frutto dell’egoismo di quei pochi che sono in grado di produrle e della stupidità dei tanti che non sono capaci di controbatterne gli aumenti rinunciando ad esse.

Si accetta il costo sociale dell’esistente per paura di cambiare e questa paura è quello che determina la ricchezza dei pochi e la miseria dei tanti.

Vogliamo le automobili ad energia verde? Perfetto togliamo i prodotti della terra per farne carburante, aumentiamone il prezzo e facciamo morire di fame qualche milione di persone.

Questo sviluppo non è accettabile in chiave globale, perché è egoismo che crea malessere e dolore; fermiamo questo modello di sviluppo, principalmente un modello che produce cose superflue e diamo la priorità alla risoluzione dei problemi di chi soffre e ha bisogno.

La soddisfazione della propria coscienza dà una gioia ben maggiore di un week end di vacanza.

In caso contrario, accettiamo di soffrire in un futuro non lontano, noi o i nostri figli, perché l’ingiustizia eletta a metodo di vita, determina sempre reazioni e il volano dell’errore richiede molto tempo prima di invertire il proprio corso.



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04.UN PUNTO DI SVOLTA? 
Cari tutti,

questa settimana non parlare di OBAMA e di quanto accaduto negli Stati Uniti in termini di cambiamento epocale è impossibile. La rete è zeppa di commenti, contenuti, interviste, blog, approfondimenti e dibattiti... Il segnale forte e chiaro per tutti è: YES WE CAN!



Non sappiamo se questo nuovo presidente farà meglio di chi lo ha preceduto, non sappiamo se sarà all'altezza delle aspettative, non sappiamo se sarà il portatore di un vero cambiamento, non sappiamo quasi nulla di lui e di quello che sarà in grado di fare... ma una cosa

sappiamo: SI, IL CAMBIAMENTO E' POSSIBILE... anzi, nulla è più impossibile. Un uomo di colore, solo 44 anni dopo Martin Luter King con il Nobel per la pace, è diventato presidente degli Stati Uniti... Da oggi in poi la sensazione è proprio nuova, diversa, fresca, leggera... cavolo! Da oggi sembra proprio che si possa immaginare anche da qui, dall'Italia, da un paesino che conta l'1% della popolazione mondiale, che un mondo nuovo sia possibile.



Non so voi, ma io e noi della redazione da ieri siamo più rinfrancati, più convinti, più speranzosi... Un nuovo mondo è possibile e contiamo di poterlo co-creare dando il nostro piccolo contributo. Che ne dite? Ci proviamo davvero?...

















A presto

Giulio



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